Caffè dei Libri

La fuga

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Venerdì 2 dicembre 2016, alle ore 19.00

Presentazione del romanzo di Paolo Campagnolo “La fuga”

Dagli anni di piombo ai nostri giorni, dal sogno di cambiare il mondo alla speranza – avendofallito – di cambiare almeno la propria vita. Milano, Praga, poi una cittadina sul confine austriaco, quindi di nuovo Milano. In fuga. Mutando identità cosí tante volte da avere il dubbio di non essere piú l’interprete della propria vita. Infine ritrovarsi a portare avanti per lunghi anni un’esistenza grigia e piatta a Vicenza. Chiedere allora al destino un’altra occasione. Talora però la realtà è piú terribile di quanto si possa immaginare: forse l’unica soluzione è fuggire per l’ennesima volta.

Paolo Campagnolo è nato a Bassano del Grappa dove attualmente risiede. Ha svolto vari e differenti lavori e da circa quindici anni si sposta regolarmente tra l’Italia e la Repubblica Ceca. “La fuga” rappresenta il suo esordio editoriale.

MARDJAN

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Venerdì 18 novembre 2016 alle ore 19.00
Presentazione dell’ultimo romanzo di
Riccardo de Torrebruna  “MARDJAN”

Dopo l’11 settembre, tra Parigi e Zanzibar alcune morti sospette sconvolgono una troupe francese, in Africa per le riprese del film Mardjan (in arabo: Corallo). Rimasto da solo a inseguire i colpevoli, Milton, un ispettore di Stone Town, è scaraventato in uno scenario complesso di povertà e corruzione, nuovo colonialismo e sentimenti indipendentisti, sciamanesimo e questioni religiose. Per scoprire la verità egli dovrà affidarsi a un’azione ostinata e rischiosa, lasciandosi alle spalle molte delle sue certezze.

Riccardo de Torrebruna è nato a Roma, dove attualmente vive. Ha lavorato come attore in Italia e all’estero per poi dedicarsi assiduamente alla scrittura (romanziere, drammaturgo, sceneggiatore) e alla regia.

Come attore collabora, tra gli altri, con Marco Bellocchio, Liliana Cavani, Giuseppe Piccioni, Peter Patzak.
Come regista di teatro ha diretto numerosi lavori in Italia.
E’ autore teatrale. Il suo testo, “Zoo Paradiso”, è andato in scena nel ’96 all’Actors Studio di New York con la regia di Susan Batson, di cui è stato allievo e collaboratore.
In Italia, ha vinto il premio Enrico Maria Salerno per la drammaturgia.
La sua pièce “Gay Panic”, andata in scena al Teatro Belli di Roma nel 2008, vincendo il Premio Oltreparola per la drammaturgia.
Nel 2000 ha esordito nella narrativa con “Tocco Magico Tango”, Minimum Fax.
Nel 2003 ha pubblicato “Storie di Ordinario Amore” con Fandango Libri.
Nel 2007, con E/O, nella collana Vite Narrate, ha pubblicato insieme a Luigi Turinese, “Hahnemann. Vita del padre dell’Omeopatia.”
E’tra gli scrittori del “Dizionario Affettivo delle Lingua Italiana” edito da Fandango
Nel 2011 ha scritto, diretto e interpretato “Beauty is Difficult” (Una Gabbia per Ezra Pound) al teatro Argot di Roma.
Nel 2012 scrive e dirige al Teatro Spaziouno di Roma, “La Giustizia è un Vento”, Storie di Morte nelle carceri italiane, ispirato al libro inchiesta di Luca Cardinalini .
Nel 2013 mette in scena al Teatro Spaziouno di Roma, “Zoo Paradiso” per la ricorrenza del ventennale dell’assedio di Sarajevo.
Nel 2014 ha adattato e messo in scena Nella Cattedrale, dal racconto di Raymond Carver.

Specialista del metodo delle “Azioni Fisiche”, dirige a Roma lo Studio Acting dove insegna stabilmente dal ‘98.​

 

 

Mi piace camminare sui tetti

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Mercoledì 26 ottobre  2016 alle ore 21.00

Presentazione dell’ultimo romanzo di Marco Franzoso

Mi piace camminare sui tetti

dialoga con l’autore Morgan Palmas

 

Su una spiaggia alla foce del Tagliamento, una famiglia come tante trascorre l’estate tra grigliate sotto le stelle, caccia ai granchi in riva, gelati e aranciata fresca. Gianni, il padre, va e viene dalla città; Anna, la madre, passa il tempo sotto l’ombrellone, fa le parole crociate cullata dalla musica degli Abba mentre i figli giocano sul bagnasciuga. È allora che tutto cambia: un attimo, una distrazione, e la vita non sarà più la stessa.Era il 1980. Per Bruno ed Emma quello è stato l’“anno brutale”, l’anno in cui loro, i figli, si sono ritrovati a raccogliere i cocci di una famiglia distrutta e riempire i vuoti sostenendosi a vicenda, mentre i genitori e il mondo intero andavano alla deriva. Adesso sono grandi, Emma è diventata mamma, Bruno si occupa di impianti fotovoltaici e cammina sui tetti scrutando le finestre dei palazzi di fronte cercando di immaginare la vita delle altre famiglie, quelle felici. Da lassù il passato sembra lontanissimo, ma basta una telefonata per farlo tornare: dopo trent’anni di assenza, il padre in fin di vita vuole farsi perdonare e chiede un’ultima cena intorno al tavolo, “come una famiglia vera”. Con una voce attenta e sensibile, Marco Franzoso racconta attraverso una storia di legami profondi e illusioni infrante un’Italia che cambia all’improvviso. E dove l’unico modo per resistere è stringersi l’un l’altro, nonostante tutto. Per trovare le vie possibili di una riconciliazione tardiva.

Marco Franzoso
(1965) è nato e vive in provincia di Venezia. I suoi ultimi romanzi sono Il bambino indaco (2012, da cui è stato tratto il film Hungry Hearts di Saverio Costanzo) e Gli invincibili (2014).

La vita nascosta

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Sabato 22 ottobre  2016 alle ore 18.00

Presentazione del libro di Sara Ficocelli “La vita nascosta”

Iris è una transessuale colta e intelligente che si prostituisce nei quartieri alti di Roma. Guadagna molto, ha clienti importanti ma sogna di cambiare vita e fare un lavoro “normale”. Il suo compagno, Roberto, gestisce un bar in piazzale di Ponte Milvio insieme a Mauro, un trentacinquenne del Quadraro che sta per diventare padre. Roberto un figlio ce l’ha già, ha una ex moglie ancora innamorata e un cognato di estrema destra che non gli perdona di averla lasciata. Dalla loro realtà, così semplice e popolare, molto lontana dagli ambienti della borghesia romana, Iris è completamente tagliata fuori, e il desiderio di farne parte è tale che la donna spesso si riduce a spiare le giornate di Roberto dalla vetrina del locale di fronte, cercando rifugio nell’alcol. Quando Iris decide di ospitare Aneta, una giovane Sinti trovata seduta in stato confusionale su una panchina della piazza, Roberto trova l’occasione per lasciarla. Combattuta tra la paura di perderlo definitivamente e la voglia di aiutare la ragazza, la donna decide di indagare su una storia di violenze dagli sviluppi tortuosi e oscuri come le acque del Tevere. In una Roma spietata, piena di pregiudizi e ipocrisia eppure ancora capace, contro ogni logica, di spiazzante generosità.
Con la postfazione di Roan Johnson.

 

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Sara Ficocelli è nata a Pisa ma vive e lavora a Roma, dove collabora dal 2007 per Repubblica e altre testate del Gruppo Espresso. Ha ricevuto il premio Sodalitas e il premio Paidoss per le sue inchieste su donne e welfare e prostituzione minorile, e una menzione speciale al premio Tonino Carino per un reportage sull’Australia. Ama viaggiare e andare in bicicletta. “La vita nascosta” è il suo primo romanzo.

Venerdì 21 Ottobre 2016 alle ore 18.30 – “Aperitivo con la storia” con Gian Paolo Marchetti

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Venerdì 21 Ottobre 2016 alle ore 18.30

“Aperitivo con la storia” con il libro di

Gian Paolo Marchetti “1916 un anno di guerra”

 

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LE STAGIONI

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Mercoledì 5 ottobre 2016 alle ore 21.00

Presentazione del libro di Agostino Mauriello

LE STAGIONI


Bella, brava e… russa

Bella, brava e… russa

Mercoledì 29 giugno 2016, alle ore 18.30

Presentazione del libro di Gianni Bandiera

Bella, brava e… russa

dialoga con l’autore Alessandro Zaltron

 

 

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QUELLI ERAN GIORNI

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Venerdì 10 giugno 2016, alle ore 21.00

Presentazione del romanzo di Angelo Orsingher

QUELLI ERANO GIORNI

Lidia Cattelan e Angelo Orsingher (chitarra e voce) racconteranno gli anni Sessanta e Settanta

 

Quelli eran giorni, di Angelo Orsingher (Italic/Pequod), un romanzo duro e realista quello scritto dall’autore trentino. Una storia che ci immerge nei turbolenti anni ’70, con il loro sottofondo di brani diventati leggendari (dai Rolling Stones ai Pink Floyd). Il libro narra le vicende di Giulio, laureando in Filosofia che decide di partire per Bombay seguendo la rotta che in tanti, in quel periodo, percorrevano. E il romanzo si dipana, crudelmente e sensualmente tra la Jugoslavia, l’Afghanistan non ancora dilaniato da guerre di potere, l’India. È una storia di amicizia, tradimenti, droghe più o meno leggere, amori volanti, magnifici paesaggi, desolazioni rurali, caos terzomondista. Un viaggio vero e metaforico al contempo, supportato da una scrittura irriverente e fruibile a chiunque. “IL FATTO QUOTIDIANO”

 

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MEGLIO NON CHIEDERE – Volevo andare solo a Santiago

Valentino Corona

Venerdì 29 aprile 2016 alle ore 21.00

Presentazione del libro di Valentino Corona

MEGLIO NON CHIEDERE  – Volevo andare da solo a Santiago

Dialoga con l’autore Angelo Orsingher

 

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articolo CORONA

DIFFERENZE CONCILIABILI

Differenze Conciliabili

Giovedì 21 aprile 2016 alle ore 20.30

Incontro con la Psicologa – Psicoterapeuta

Dr.ssa Monica Dalla Valle

curatrice dell’edizione italiana del libro

DIFFERENZE CONCILIABILI

Ricostruisci la tua relazione di coppia riscoprendo la persona che ami, prendendoti cura di te.

di Christensen A., Doss B.D. e Jacobson N.S., Casa Editrice Ambrosiana

Il primo manuale italiano per coppie etero e omosessuali

VITA DA CUOCO

Vita da cuoco

Mercoledì 20 aprile 2016 alle ore 20.30

Presentazione del libro di Nicola Dinato

VITA DA CUOCO

Dura la vita di un aspirante chef, soprattutto se nel suo cassetto sono racchiusi sogni di gloria. Paolo sin dalla tenera età di otto anni dimostra una particolare attenzione nei confronti di tutto ciò che riguarda il cibo e la sua preparazione. Tornando da scuola con il pulmino, con gli occhi sbarrati e la faccia incollata al finestrino, già pregusta i manicaretti che la madre gli avrà preparato per pranzo. Talvolta, si diverte anche a indovinare cosa troverà sul tavolo in base a quello che c’è in cucina e grazie alle mani esperte della mamma: “un elenco interminabile di ricette che solo un bambino italiano può conoscere, apprezzare e tramandare”. E così la curiosità di Paolo si trasforma, nel tempo, in studio e dedizione fino alla scelta di compiere un lungo viaggio attorno al mondo per carpire i segreti dei grandi chef: da La Cocotte a Londra, a El Pug in Costa Brava fino al Pierre IV di Montecarlo. Locali pluristellati nelle cui cucine si combatte, però, una vera e propria guerra psicologica senza esclusione di colpi, dove tutti sono contro tutti e qualsiasi mezzo – anche il più subdolo – è buono per liberarsi di un possibile futuro rivale.

“In fin dei conti, i cuochi figuravano nell’album dei mercenari legali di ultima generazione, proprio come gli scaricatori di porto di fronte all’isola di Alcatraz: uomini dalla giacca bianca, adoratori di pignatte e fornelli, sempre pronti a intraprendere nuove strade eludendo i sentieri conosciuti; perennemente insoddisfatti, si auto-rigeneravano attraverso la fuga e si accampavano soltanto fino al momento in cui la necessità fisica li spingeva altrove…”

Paolo è un ragazzo con un sogno: diventare chef. La provincia italiana, Londra, la Costa Azzurra, Barcellona e New York saranno le tappe di un viaggio che lo porterà a conoscere le cucine più famose del mondo tra duro lavoro, creatività, estro, amore, fantasia, crudeltà, sregolatezza e passione, a stretto contatto con star internazionali e personaggi da film.

“Vita da cuoco” è un romanzo che emoziona raccontando il mondo della ristorazione stellata e dei grandi chef attraverso gli occhi di un ragazzo che diventa uomo inseguendo il suo sogno.

Nicola Dinato nasce in Veneto nei primi anni Ottanta.
È promotore della Cucina Madre e presidente dell’associazione Cu.Svi (Sviluppo Culinario).
Dopo gli studi presso l’Istituto Alberghiero, parte per un personale giro del mondo e raggiunge le vette della ristorazione internazionale. Consolida, passo dopo passo, una propria identità professionale che lo porta all’apertura del suo primo ristorante nell’anno 2011, il Feva di Castelfranco Veneto.

I luoghi del cuore

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Venerdì 15 aprile 2016 alle ore 19.00
Presentazione del libro di poesie di Stefano De Minico
I luoghi del cuore

Dialogherà con l’autore Daniela Bassetto
Letture di Laura Primon

Intermezzi musicali di Erica Rodighiero (chitarra) e Benedetta Breggion (flauto)

 


I DIS CHE SON POETA

Claudio Corona

Mercoledì 6 aprile 2016 alle ore 21.00

Incontro con Claudio Corona
I DIS CHE SON POETA
antologia di poesie dialettali dialoga con l’autore Angelo Orsingher

MI, el poeta
sono nato il 26 giugno 1957 a Figline Valdarno provincia di Firenze, in Toscana, terra di tanti artisti, pittori, poeti, musicisti……………
Il secondo di otto figli, 7 maschi ed una femmina. Avevo solo sei mesi quando mio padre originario di Caoria, decide di tornare al suo paesello e così ci trasferiamo proprio a Caoria, allora, eravamo solo in quattro, mio fratello più vecchio di un anno, Rodolfo e i miei genitori.
Poi la mia famiglia è andata via via aumentando con l’arrivo di altri sei figli, nati un pò a Canal San Bovo e un pò a Feltre. Nel 1975 con tutta la famiglia ci trasferiamo a Canal San Bovo, avendo avuto la possibilità di occupare le nuove case Itea costruite in quei anni, proprio a Canal San Bovo.
Ho frequentato, oltre che l’asilo, la scuola elementare di Caoria, dove in prima classe, unica volta, sono stato bocciato, poi le scuole medie di Canal San Bovo ed infine la scuola proffessionale Enaip di Fiera di Primiero, terminata nel 1975.
Ho lavorato stagionalmente, nei periodi di vacanze estive, in vari alberghi della zona, poi ho gestito con i miei fratelli, negli anni 1978/79/80 la pizzeria al Larin e la pensione Colfiorito in località Revedea. Ho fatto un sacco di altri lavori, stagionale alle poste, a Canazei e a San Martino di Castrozza, poi la vori edili, un periodo con la ditta Cemin di Siror e con la ditta di autotrasporti Eredi Grisotto di Canal San Bovo. Nel maggio del 1981, dopo aver chiuso le attività in valle, ho lavorato la stagione estiva al lago di Garda e in settembre dello stesso anno mi sono trasferito a Vicenza, dove abitava la mia attuale moglie, allora fidanzata, conosciuta perchè veniva in ferie a Canal San Bovo.
Lavorai facendo il portiere d’albergo fino ad ottobre 1982, poi trovai posto di lavoro alle acciaierie Beltrame dove lavoro tutt’ora.

La mia vena poetica risale ancora ai tempi di Caoria, dove ho buonissimi ricordi e dove sono nate anche varie canzoni, che ci divertivamo a strimpellare con la chitarra io e mio fratello Rodolfo.
La mia primissima poesia, e come le successive, l’ho scritta in italiano e facevo la quinta elementare, l’anno era il 1968 e si intitolava, la neve.
Iniziava così: La neve scende giù lieve,e quando tocca una panca, sembra si sieda stanca e poi scompare……………..
Ricordo con affetto il maestro Taufer Leonardo, per tutti il maestro Nardino, il primo lettore delle mie poesie, ricevetti da lui in regalo un quadernone, e col suo sorriso, nascosto dai baffetti, mi disse: scrivi quà le tue poesie, i tuoi pensieri, quando lo avrai completato magari diventi famoso.
Lo ho ancora quel quadernone, tutto sgualcito, mezzo strappato, con le mie poesie scritte a mano. Poesie che parlano di tutto, cose reali e cose di fantasia.
A distanza di anni ogni volta che lo apro mi vengono in mente lughi, situazioni ed occasioni in cui ho scritto quelle poesie.
Successivamente, ai tempi dell’oratorio, ho scritto alcune canzoni in dialetto, la più famosa el Boschier anno 1973.
Dopo vari anni di inattività, lontano dalla mia valle, sebbene ci tornassi spesso, a Natale, Pasqua, ferie estive ecc. forse per tenermi legato alla valle o forse per non perdere il dialetto, mi sono messo a scrivere poesie in dialetto, e la prima in assoluto è nata quando hanno chiuso, o stavano per chiudere la Cortella, e si intitola appunto la Cortela, titolo rigorosamente in dialetto.
Poi ne sono nate tante altre, tutte poesie che mi ricordano qualche cosa della valle, soprattutto di Caoria dove ho trascorso gran parte della mia infanzia. I vari luoghi, le varie attività, le persone, le usanze, le senzazioni, i fatti accaduti e le ricorrenze.
La maggioranza delle mie poesie rievocano, o meglio raccontano tutto ciò.
Magari con un pò di ironia, un pò di tristezza, ma sempre schiette, dritte a far rivivere e ricordare il tempo, passato, presente e futuro.

 

 

 

ARIEL SHIMONA EDITH BESOZZI – SONO SIONISTA אני ציונית

Sono Sionista

Mercoledì 16 marzo 2016 alle ore 21.00 

Incontro con
ARIEL SHIMONA EDITH BESOZZI
SONO SIONISTA אני ציונית 
modera l’incontro il giornalista Lorenzo Parolin

Nel suo libro Edith descrive alla perfezione i sentimenti di chi si scopre sionista dopoessersi allontanato dagli antichi idoli, le organizzazioni della sinistra italiana, partiti esindacati, strutture che non avevano nulla a che vedere con giustizia, equità, libertà indi-viduale e collettiva ma che portavano all’appiattimento morale e sociale. Edith, durante una visita in Israele nel 2008, scopre il legame profondo e radicato del popolo ebraico con la Terra e capisce che questo amore avrebbe definitivamente distrutto quegli idoli fatti di odio, menzogne e appiattimento della società in cui viveva.In Israele Edith scopre una nazione giovane e antichissima, proiettata verso il futuro ma con profonde radici nel suo passato millenario. Scopre che in Israele si è realizzato, caso unico al mondo, il Socialismo vero e libero, che si mette in discussione, che lavora, dove chi è meritevole viene premiato e gratificato. Israele è il paese che non conosce la frustrazione, la noia e nemmeno la paura, perché vive ogni giorno come fosse l’ultimo, quindi dà il meglio di sé per il bene di tutti.

Ariel Shimona Edith Besozzi, nata nel 1973 a Milano, ha sempre orgogliosamente affermato il proprio essere ebrea e sionista. Amante della scrittura, lettrice instancabile, studiosa eclettica.Ha svariati interessi che spaziano dalla cultura orientale a quella naturale, alla corsa e alla vita all’aria aperta, oltre all’Ebraismo e a Israele. In costante ricerca della propria storia come parte del popolo ebraico, nell’estate del 2014, durante l’aggressione terroristica di Hamas ad Israele, inizia a scrivere commenti a ciò che avviene, a come le persone e l’opinione pubblica reagiscono alle dinamiche mediorientali e di Israele, a come sono percepiti Israele e il popolo ebraico in Europa e in tutto l’Occidente. Con uno stile che va oltre al giornalismo di cronaca, Edith Besozzi con tenacia, amore e gioia accompa- gna il lettore attraverso un tema sempre attuale nella storia contemporanea: Israele.

Tommaso Cerno

Tommaso Cerno

Martedì 16 Febbraio 2016 alle ore 20.30

Incontro con Tommaso Cerno e il suo ultimo libro A NOI! (Rizzoli)

Posti in sala limitati, verrà data la precedenza a chi effettua la prenotazione

info@vicologamba.it 
tel.0424 227769

 

COSA CI RESTA DEL FASCISMO NELL’EPOCA DI BERLUSCONI, GRILLO E RENZI

Nella lingua italiana c’è una parola che, da più di novant’anni, non è mai passata di moda: “fascismo”. Definisce il Ventennio di Mussolini da cui, già nel ’45, abbiamo preso espressamente le distanze. Eppure da allora non abbiamo mai smesso di utilizzare l’aggettivo “fascista” per bollare uomini politici, movimenti, ma anche gruppi sociali e persino comportamenti comuni. In questo saggio, Tommaso Cerno parte da una semplice osservazione linguistica per riflettere sull’Italia di oggi. Perché continuiamo a usare un termine legato a un periodo storico ormai morto e sepolto? Vuol forse dire che qualcosa, di quel periodo, è rimasto nel modo di essere di noi italiani? Unendo analisi storica e interpretazione dell’attualità, Cerno va alla ricerca di figure carismatiche, scelte politiche e fenomeni sociali che mostrino una matrice comune con l’era del Duce. È solo un caso che Craxi e Berlusconi, come Mussolini, abbiano frequentato una scuola religiosa per poi concludere gli studi in un istituto laico? E, ancora scavando nelle vite dei nostri leader, cosa possiamo capire dal loro rapporto con mogli e amanti? Ma l’analisi di Cerno non si ferma alle biografie: interpreta gli stili di comunicazione, dai comizi al balcone del Duce agli hashtag di Renzi; sfata l’idea che certi comportamenti siano tipici del nostro tempo (che cosa successe dopo il terremoto nel Vulture del 1930? E dopo quello dell’Aquila nel 2009?); individua pregiudizi e forme di discriminazione che portano dal Ventennio all’affare Boffo. E che dire dei disinvolti ribaltamenti di potere, dalla notte del Gran Consiglio del Fascismo a #enricostaisereno? Basato su un’accurata ricerca storica, ma raccontato con ritmo battente, A noi! è un’acuta e originalissima lettura della nostra Storia e del nostro presente. Che ci fa capire chi siamo stati, chi ci ha governato e ci governa. E soprattutto chi siamo, noi italiani.

 

Tommaso Cerno

nato a Udine nel 1975, dal 2014 è direttore del «Messaggero Veneto». Firma dell’«Espresso» di cui è stato anche responsabile dell’attualità, ha condotto su Rai 3 la trasmissione D-Day. Per Rizzoli ha pubblicato Inferno. La Commedia del Potere (2013; Premio Pino Zac per la Satira Politica di Forte dei Marmi 2013 e Premio Cavallini di Pordenone 2013).

 

Il mio Iraq – Un marinaio a Baghdad

Dario Petucco

Venerdì 22 gennaio 2016 alle ore 20.30

Presentazione del libro di Dario Petucco
Il mio Iraq  – Un marinaio a Baghdad
Dialogherà con l’autore la Professoressa Lisa Frison

L’autore devolverà i proventi della vendita dei libri in beneficienza

A seguito della caduta del regime di Saddam Hussein, e dopo la formale richiesta del Governo ad interim dell’Iraq, la NATO decise di implementare una missione per la selezione ed addestramento delle ricostituite Forze Armate irachene. L’Autore fu tra i primi ad arrivare a Baghdad nel luglio del 2005. In questo libro racconta una fase della sua vita, non solo professionale, che lo ha segnato profondamente: la testimonianza, le emozioni, le impressioni di un marinaio italiano trovatosi a lavorare in sontuosi palazzi di marmo ricoperti di sabbia del deserto portata dal vento e nella International Zone, divenuta feudo americano. Una cronaca sincera, spontanea e genuina, che descrive con parole semplici una esperienza di vita vissuta in un contesto difficile ed irripetibile. Scritta dall’Autore con la penna, ed il cuore, rivolti al popolo iracheno.

Dario Petucco, nato a Bassano del Grappa il 18 novembre 1964, ha intrapreso appena sedicenne la carriera nella Marina Militare italiana; ha prestato servizio a bordo di diverse Unità navali, nonché presso Comandi terrestri italiani e stranieri; inoltre ha partecipato a missioni di pace ed operazioni internazionali.
La sua attività letteraria, iniziata molto presto componendo poesie, si è ampliata negli anni con alcuni racconti e fiabe. Ha ricevuto qualche riconoscimento in concorsi letterari, ed alcune sue opere poetiche sono state pubblicate su varie antologie.

 

 

Come la bicicletta ti può cambiare la vita

Michele Marziani

Giovedì 3 dicembre 2015 alle ore 18.30 (ingresso libero)

Incontro con l’autore Michele Marziani
Come la bicicletta ti può cambiare la vita

Interverranno il giornalista e scrittore Lorenzo Parolin
e, con gli intermezzi musicali, Marco Celli (McNando)

 

NEL NOME DI MARCO

“In un mondo che vorrebbe solo lustrini e fuochi d’artificio, una storia di amori e passioni che prova a spiegare l’inspiegabile: il perché ci sono uomini a cui la “normalità” è impossibile”.
Maggio 1999, Oropa, quindicesima tappa del Giro d’Italia. Al traguardo in cima alla salita del Santuario Marco Pantani vince a modo suo: dopo essere rimasto staccato dal gruppo, con una spettacolare rimonta va a riprendere e a superare, uno per uno, tutti gli avversari. Don Fausto, all’arrivo, confuso nel tripudio del pubblico, assiste a quell’ennesima impresa che apre a Pantani le porte della leggenda. E pensa che è vero, che nulla è impossibile. Decide così di abbandonare la tonaca e di sposare Sandra con la quale ha da tempo una storia d’amore. Dal matrimonio nasce Marco, affetto dalla sindrome di Down. Fausto non riesce a accettarlo e vive nel senso di colpa che Dio l’abbia punito per aver lasciato la Chiesa. È talmente divorato dai rimorsi che arriva ad abbandonare la famiglia. Quando Pantani muore l’ex sacerdote si trova casualmente a Rimini per rincontrare la moglie Sandra e il figlio Marco. La notizia della morte del campione desta in lui una forza nuova e inattesa e lo conduce verso una scelta che non avrebbe mai immaginato di compiere: una scelta in bicicletta. Una storia allo specchio dove dalla tragedia nasce una forma differente d’amore.

 

UMBERTO DEI. BIOGRAFIA NON AUTORIZZATA DI UNA BICICLETTA

“Un libro di culto per chi crede nel linguaggio universale della bicicletta”.

Quella bicicletta non era una bicicletta qualunque. Era una Umberto Dei, modello Imperiale, anni Trenta, un vero classico dell’eleganza a due ruote. Nera, ovviamente. Gli occhi di Nas, il ragazzo uzbeko capitato un pomeriggio nella ciclofficina lungo la Martesana, a Milano, non se la sono lasciata sfuggire nella penombra del retrobottega. Comincia da qui la strana amicizia tra Arnaldo Scura, meccanico ciclista, molte vite alle spalle, non tutte felici, e il ragazzo con la pelle scura che, chissà come, pare conoscere alla perfezione le biciclette: telai, mozzi, forcelle, catene, corone, pignoni… Nella Milano dei Navigli, ancora popolare e già multietnica, una storia sulle differenze e sulle diffidenze da cui nascono le paure. «Con la Umberto Dei ci ho girato il mondo, l’ho portata con me in ogni angolo della vita, e ne ho attraversati di angoli, di vita, di deserti. Beh, quella mattina, quando ho forato mentre andavo in agenzia, quando ho affittato mezzo cortile, ho tolto la giacca e ho detto: questo è il mio mestiere. Sì, quella mattina ho creduto di essere arrivato in fondo al più duro di tutti i deserti. Di aver trovato la strada, l’illuminazione. Forse solo il coraggio giusto, la vena di pazzia. Nessuno a cui dover rispondere più di che cosa me ne facessi della vita. Ecco: quel giorno ero di nuovo io, Arnaldo Scura, classe 1960, meccanico di biciclette, anarchico o qualcosa del genere.»

L’AUTORE: Michele Marziani è nato nel 1962 a Rimini dove attualmente risiede. Ha vissuto a lungo sul lago d’Orta e a Milano. Scrittore capace di spaziare tra vari mondi e vari generi ha pubblicato ventuno libri di viaggi, vini e cibi, una raccolta di racconti e cinque romanzi. Nel 2015 con il libro “Umberto Dei” ha vinto il Premio Cava de’ Tirreni e il Premio Città di Arona. Con lo stesso libro è anche finalista al premio Biella Letteratura e industria.

 

WIND BELLS

Alberto Caltanella

Mercoledì 18 novembre 2015, alle ore 19.30 (ingresso libero)

 

WIND BELLS: il nuovo album di Alberto Caltanella.
Un fotolibro+CD+spartiti.

Venezia, e più precisamente i suoni che provengono dagli innumerevoli campanili della città lagunare, sono stati la musa ispiratrice ed il Leitmotiv di questo lavoro: 52 pagine di Musica e Arte.

I brani sono stati composti cercando di mantenere il suo stile chitarristico “Creative Strumming” ma, al tempo stesso, cercando una naturale evoluzione del percorso compositivo, tecnico e musicale.
Sono stati realizzati oltre 500 scatti fotografici che hanno messo in luce tutti i dettagli e ogni emozione di questo nuovo progetto.

Gli spartiti dei brani sono stati concepiti e scritti con estrema cura in termini di chiarezza e simbologia grafica…
Un album da ascoltare, vedere, sfogliare e suonare.

 

Alberto Caltanella, chitarrista  compositore.
Nelle sue composizioni s’incontrano richiami sonori del nord e del sud; i suoi brani sono immersi in un sound che porta con se una miscela di tradizione celtica, mediterranea e blues, passando anche attraverso la tradizione popolare italiana; lo stile è il cosiddetto “Creative Strumming”.

Si è esibito nel Regno Unito ed in Germania, e ha partecipato a svariati festival acustici tra cui

Acoustic Guitar International Meeting di Sarzana, Acoustic Franciacorta, Madame Guitar, Soave Guitar Festival, Musikmesse, Galliate Master Guitar, Un Paese a Sei Corde, ADGPA Covention, Bachmann Acoustic Festival…
Ha partecipato al Roxy Bar di Red Ronnie.

E’ l’ideatore e direttore artistico della rassegna Venice Strings chitarre a Venezia.

Discografia:
“Wind Bells” (2015).
“L’albero della vita Tree of life” (2010).
“Il profumo dell’acqua” (2006).
“34 Volte Amore” (2009, partecipazione a compilation chitarristica). “36” (2004, partecipazione a compilation chitarristica).

E’ uno dei tre chitarristi scelti da Taylor Guitars per rappresentarne il marchio durante la XIV e XVIII edizione dell’A.G.I.M di Sarzana.
E’ endorser e testimonial di Taylor Guitars, Bachmann Guitars, Evidence Audio, Oktava, Pirazzi Strings, SPL, Schertler Group.

www.albertocaltanella.com

 

 

 

Il mio diario di guerra

Il mio diario di Guerra

Mercoledì 11 novembre 2015, alle ore 20.30

Socialista rivoluzionario ed interventista, Mussolini servì in armi durante la Grande Guerra dal 1915 al 1917, sul fronte isontino e carnico. Il suo diario, pubblicato dapprima in forma di corrispondenza di guerra sul “Popolo d’Italia”, poi riunito in forma di libro nel 1923, viene qui ripubblicato per la prima volta dal 1965, restituito al suo contesto storico originario.

Denis Vidale (Bassano del Grappa, 1972), storico, si occupa principalmente di Storia Contemporanea. La curatela del diario mussoliniano è il suo secondo libro edito dalla Biblioteca dei Leoni.

La Comunicazione

La Comunicazione

 

Martedì 15 settembre 2015, alle ore 20.30  (ingresso libero)

Giuseppe Stopiglia presenta il libro
LA COMUNICAZIONE - L’abilità di esprimersi e di ascoltare 
di Silvana Tiani Brunelli 
Il libro affronta lo studio dei principi e dei mezzi della comunicazione.
Indica come parlare e come ascoltare al fine di conseguire una completa comprensione nei rapporti interpersonali. 
Una lettura lineare e diretta finalizzata ad aumentare la comprensione tra le persone.
Creare comprensione significa poter originare e mantenere delle buone relazioni con gli altri.
Il tema della comunicazione viene proposto in modo innovativo, con chiari riferimenti tecnici 
e pratici.

 

Voglia di poesia

Voglia di poesia

 

 

Venerdì 12 giugno 2015, alle ore 18.00 (ingresso libero)

Voglia di poesia col Gruppo Poesia 83 la maggiore associazione di poeti trentini e poeti di Bassano.

Come da tradizione del Gruppo Poesia 83, chi avrà una poesia, sua o no, sarà invitato ad offrirla al pubblico.

 

Louis Lyons Hammond Trio

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Next saturday close to the Old Bridge at VICOLO GAMBA – Caffè dei Libri,

come join me for some Blues, a cup of English tea & poems by Lord Byron!

Sabato  30 Maggio, ore 21.00

I GIORNI E L’OMBRA di Silvana Dal Cero

Silvana Dal Cero

 

dopo “Il Passo e l’Orma”

I GIORNI E L’OMBRA di Silvana Dal Cero

Presenta la Prof.ssa Gianna Miola

Intervento dello scrittore Gian Domenico Mazzocato

Venerdì 29 maggio 2015, alle ore 18.30

 

VEDO UN RAMO DI MANDORLO…

Giuseppe Stoppiglia

 

Giovedì 21 maggio 2015, alle ore 18.30
Presentazione del libro di GIUSEPPE STOPPIGLIA
VEDO UN RAMO DI MANDORLO…
Incontrano l’autore: Paolo Banfi, Paola Mastella e Anna Trevisan Introduce Gaetano Farinelli

 

 

I° Laboratorio di architettura coi bambini

 

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Massimo Fini

Massimo Fini

 

 

17 Marzo 2015 alle ore 21.00

Incontro con Massimo Fini

conduce la serata il giornalista Lorenzo Parolin

Origami per un giorno speciale – 10 febbraio 2015

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Origami per un giorno speciale

10 febbraio 2015, ore 20.30-22.30

 

Gianfranco Pesavento

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GIANFRANCO PESAVENTO

dal 20 dicembre 2014 al 31 gennaio 2015

Incontro con Paolo Malaguti

Paolo Malaguti

 

Incontro con Paolo Malaguti

Venerdì 19 dicembre 2014, alle ore 19.00

 

Paolo Malaguti nasce a Monselice, in provincia di Padova, il 6 settembre 1978. Trascorre la sua infanzia e la sua giovinezza nella città del Santo, dove si laurea in Filologia italiana. Attualmente vive a Borso del Grappa (Treviso), e insegna Lettere al liceo “Brocchi” di Bassano del Grappa. 

Con Santi Quaranta ha pubblicato:  Sul Grappa dopo la vittoria, il suo fortunato romanzo d’esordio che ha raggiunto in breve tempo tre edizioni;  Sillabario veneto, che ha l’immediato successo della seconda edizione e I mercanti di stampe proibite che lo consacra definitivamente un narratore di prima grandezza.

Se volessi essere disturbato

Mauro Fornaro

 

Giovedì 11 dicembre 2014, alle ore 20.30 

 

Presentazione del libro

Se volessi essere disturbato

di Mauro Fornaro

 

Ecco il sicario dal cuore spezzato. C’è anche il fratello maggiore, fine aguzzino. Addirittura il serial killer brutale e spietato. Poi, l’uomo che sceglie il silenzio per sopravvivere e la vecchia ballerina stanca.

Questi sono solo alcuni dei molti personaggi che abitano le pagine di questi 30 racconti, usciti dalla prolifica penna di Mauro Fornaro. Dopo la poesia, l’autore padovano sceglie la narrativa per parlare di sé (si pensi all’acuto Lo scrittore) e per allestire una galleria ricca di ritratti originali, talora allegorici, sicuramente taglienti, con nessuna concessione al “happy ending”.

I ruoli principali sono per lo più maschili, accomunati dall’incapacità di comunicare con gli altri.

Congeniale si rivela l’ambientazione di alcuni scritti proprio in un albergo, muto “testimone di migliaia di vite che appena dietro la luce troveranno il buio. E la morte”.

Come la professoressa stronca il compito di uno studente, così il nipote rimane indifferente alla lettura di vecchie lettere del nonno, combattivo e deluso per la mancanza di giustizia sociale nel mondo. Di queste atmosfere tese e distaccate, di queste inquadrature scarne, resta la solitudine, cui ogni personaggio fa fronte come può, nei modi più disparati, a volte disperati.

Autori come Lansdale, Bunker, Carver e Orwell, fino a Poe esplicitamente citato in L’uomo che amava troppo il suo paese, si confermano essere fonti di grande ispirazione per Fornaro, tanto da rendere “Se volessi essere disturbato” un omaggio a tutta la letteratura americana a cui egli si è sempre rifatto.

 

Mauro Fornaro, poeta, scrittore, blogger. Sempre incisivo, critico e mai schierato a priori.

La sua prima pubblicazione risale al ‘96, Sottovoce. Intimo, dolce, ma al contempo autoironico, talvolta cinico.

A tre lustri di distanza, quel cinismo si è affinato, maturato. È diventato, con Una complessa semplicità (2010) e La fatica di non pensare (2012), spirito critico e disincantato, che mette sotto accusa la società contemporanea, la classe politica attuale, il capitalismo e la globalizzazione, l’ipocrisia e la mediocrità che così spesso intaccano il quotidiano.

Sicuramente, un uomo mai pago di ricercare, di cavar fuori qualcosa di autentico da qualsiasi esperienza, a partire da se stesso, dai suoi sentimenti. A partire dalla sua solitudine, bestia dura a morire ma anche abituale musa ispiratrice. Tutto questo è Mauro Fornaro, che sia poeta o, come con Se volessi essere disturbato, scrittore. 

Incontro con Sibyl von der Schulenburg e Nicola Artuso

Il prato

 

Incontro con:

Sibyl von der Schulenburg e Nicola Artuso

Sabato 6 dicembre 2014, alle ore 17.00

Sybyl von der Schulenburg presenta gli psicoromanzi : TI GUARDO e I CAVALLI SOFFRONO

Nicola Arturo presenta: PASSO PERFETTO – Cammino di Santiago 

 

Sibyl von der Schulenburg è un’autrice europea, cresciuta multilingue in un ambiente multiculturale. Dopo un esordio in saggistica, si dedica a storie di persone in condizioni psichiche conflittuali.

La scrittura è asciutta, il ritmo è serrato, la costruzione delle frasi semplice, l’impiego di aggettivi e avverbi è limitato; frequente è l’uso del correlativo oggettivo.

L’ambizione dell’autrice è di portare il lettore dentro la scena e lasciar parlare i personaggi.

 

Nicola Artuso (1965) artista, musicista e scrittore. Vive e lavora in Veneto. 

Ha pubblicato con la casa editrice il Prato i romanzi Il Passo PerfettoMadhar (premio “Più a Sud di Tunisi” 2009) e Te lucis, tutti ispirati ai cammini di ricerca.

Realizza oggetti di arte contemporanea e di design utilizzando alte e basse frequenze, onde sonore, cristalli, legno e metalli.

Si interessa di psicologia e spiritualità, in particolare dei metodi di liberazione dagli stati di disagio mentale e ambientale.

Scrive l’Oroscopo Demensile  per il portale spiritual.it.

Cose da morire dal ridere.

La sua mail è illuminazione@spiritual.it.

 

Gli Eletti – Los Elegidos

 

Gli Eletti

 

Venerdì 5 dicembre 2014, alle ore 18.30 

Erika Reginato

Gli Eletti – Los Elegidos

Dialoga con l’autrice, Stefania Bortoli

 

Erika Reginato, Caracas, 1977. Figlia di padre italiano. Poetessa, saggista, traduttrice.

Si è laureata in Lettere presso L’Università Centrale del Venezuela. Ha collaborato con la Settimana Internazionale della Poesia come interprete dei poeti Milo De Angelis, Alessandro Ceni e Davide Rondoni e nel Festival Mondiale della poesia 2007-2008 con i poeti prima nominati.

Sue poesie si trovano in diverse raccolte universitarie e nel sito: www.circulodepoesìa.com.

Ha pubblicato: Campocroce (edizione bilingue, Archivio della Poesia del 900, Mantova 2008), Dìa de San Josè (Caracas, 1999), Campo Croce – Antologia poetica 1999-2008 (Venezuela 2008). Il saggio Cuatro estaciones para Ungaretti (Caracas 2004).

Ha tradotto: Antologia poetica di Milo De Angelis (Monte Avila 2007), Caminos del agua. Antologia de poetas italianos del segundo Novecientos (Monte Avila 2008), El bar del tiempo y otros poemas de Davide Rondoni (Monte Avila 2008), El Trazo infinito del universo. Antologia de poetas italianos contemporàneos – Ventotto poeti italiani contemporanei (Monte Avila 2013).

Sue poesie sono state tradotte in catalano, libanese, inglese e italiano.

Gli Eletti (Raffaelli editore,2013), l’ultima raccolta della poetessa italo venezuelana, ha ricevuto il Premio Città di Marineo per l’opera straniera.

 

Nota di lettura di Loretto Rafanelli

Un libro di poesie bilingue, spagnolo-italiano, quello di Erika Reginato (Gli eletti-Los Elegidos, Raffaelli, pag 120, euro 15, traduzione di Emi Rabuffetti), questo perché la poetessa è italo-venezuelana, dove lo spagnolo è la madre lingua. Tuttavia, i molti luoghi e gli scenari che fanno da sfondo a questa raccolta, sono prevalentemente veneti, dove ora vive, in particolare quelli di Bassano. Ma i veri ‘luoghi’ del libro sono quelli esistenziali, un vortice emozionale che porta l’autrice a dire delle vicende della vita, non sempre fortunata e comunque tesa a un continuo e sincero slancio amoroso. Speciale poesia la sua che racchiude anche la materialità di tanti semplici, delicati, incroci, come suggeriscono questi versi: “Una mattina di agosto/ ho attraversato le montagne/ in cerca delle pietre del purgatorio”, “Ho passato due giorni di fronte al vento della Valsugana,/ riesumando gli anni e tutto quello che si muove/ sulla strada in salita”, “ Una volta mi raccontasti/ che negli scavi del Monte Grappa/ i ragazzi nascosti/ sotto le foglie e i rami/ raccoglievano insetti”. La Reginato è una poetessa dal tono lieve che entra nel cuore di chi la legge. Sempre alla ricerca di una comprensione, di una gioia, forse troppe volte sfuggita. Eppure non si avverte il pianto rassegnato o la nefasta autocommiserazione che muove molta poesia, i suoi versi rimangono sempre nella sostanza di un alto decoro, di una piena dignità, specchio di una interiorità che non si abbandona al vittimismo.

Si avverte senz’altro in questa poesia la grande lezione poetica sudamericana che la poetessa ben conosce, anzi ella ne è una esperta, avendo un diretto contatto con molti poeti di quella terra, alcuni da lei tradotti in italiano. Una scrittura quindi che sa darsi nel pieno di uno slancio, che sa tenere “viva la passione/ più intima”. Dice bene Milo de Angelis nella presentazione, quando afferma che la poesia della Reginato “è attraversata da una profonda tensione alla vigilia”, tesa quindi a qualcosa o a qualcuno, in un viaggio perenne in cui tenta di giungere all’amato o al miracolo di una situazione che sia profondamente radicata, perché anche l’essere tra due paesi è uno stato emotivo ricco ma pure precario. Ma questa sospesa attesa è vissuta con tutta l’umiltà e la modestia che solo i grandi sguardi possono garantire. La poetessa è racchiusa in una speranza muta, eppure vissuta con la solenne forza della vita: “Mi incrocerai durante il mio viaggio/ e spargerai il grano della misericordia”. Una vita da inseguire. Ecco forse questa è l’attesa a cui sempre la Reginato è chiamata. Siano: l’amore o la felicità del corpo o la sicurezza di una migrante. Sempre con la passione mite di una sognante realtà, come traccia in questi versi: “Mi chiedi di dipingere l’oceano,/ le madreperle,/ la foce del fiume/ e la stella che allontana il male./ Sai che porto schegge di legno,/ le note di un canto,/ un quaderno alla deriva./ Bisogna soltanto avere fede mi dici del mare/ quando la fatica legata al silenzio, parte./ Un acquerello su carta di cotone/ raggiunge la linea del tramonto,/ l’abbraccio continuo del respiro.” Erika Reginato esprime la sua poesia con un linguaggio pulito e leggero, moderatamente metaforico, ma pure immediato, sempre teso ad una ricerca stilistica. E’ un canto soave il suo, ma anche doloroso, per una complicata “traversata di anni”, con la forza però sempre viva di parlare, di scrivere, di sorridere all’inclemenza delle stagioni: “Oggi parlerò con te/ con la voce grave dell’universo…Respira l’aroma del samàn,/ la notte di questa estate./ La tua anima trova il Padre/ in un mucchio di sabbia.” C’è in questa poesia la profondità di un cuore. Un’abbondanza di sensazioni che iniziano appunto “quando si semina nel cuore”, è il bisogno narrato quasi sottovoce, una necessità che si fa verso, che si muove dalle piccole cose ma che poi sconfina nell’infinito, come si avverte in queste parole: “Vado al di là di questa ondata/ dove il mare non mi tocca/ e comincio l’orizzonte.”

Una voce originale quella della Reginato, nata nel ’77, tra due lingue cosparsa, che mantiene una ricerca costante, arricchita anche da una intensa e alquanto importante attività di traduzione: la poetessa italo-venezuelana ha al suo attivo una serie di lavori che hanno permesso di far conoscere la poesia del nostro paese in America Latina, ricordiamo tra gli altri: Antologia di diciotto poeti italiani del secondo Novecento e Antologia di poeti italiani contemporanei, ambedue editi dalla prestigiosa Monte Avila di Caracas.

da Blog di Poesia di Luigia Sorrentino, Rainews.it

27 Febbraio 2014

Merenda & Origami di Natale

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Merenda & Origami di Natale
Sabato 22 Novembre 2014, dalle 16.30 alle 18.00

Risolvere LE CINQUE FERITE

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Risolvere LE CINQUE FERITE

Incontro con l’autrice Maria Rosa Fimmanò

Martedì 25 novembre alle ore 20.30

Finistère

Finistere

 

Presentazione del libro 

Finistère

di Andrea Dei Castaldi

Venerdì 14 novembre 2014, alle ore 20.30 

 

Il romanzo

«Fu come se scostando una fronda ombrosa avesse svelato il precipizio accanto al quale camminava incauto da troppo tempo».

Quale scelta se la passione si presenta con la forza sovvertitrice di un’eclisse? Davide era morto durante l’inverno in un incidente stradale. La sua fine prematura costringe tutti coloro cui era legato a ripensare la propria esistenza e a riscrivere le relazioni che li uniscono. Ma è il dubbio insostenibile che questa morte porta con sé a imporre a Giona, suo fratello gemello, un viaggio – quasi un inseguimento – per dare un senso a quanto di sconvolgente è accaduto.

Dall’Italia attraverso la Francia, Giona intraprende un percorso la cui meta non è solo l’annullamento di una distanza: il suo viaggio, reale e metaforico insieme, è nel divenire delle passioni, quelle lecite e quelle illecite, inconfessabili ad alcuno, che molto domandano a chi le vuole comprendere. E solo dove la Terra finisce, attraverso un’immersione catartica in acque oscure e profonde, desideri, sbagli e rancori potranno sciogliersi e assumere forme nuove. Sullo sfondo di un romanzo dai molteplici piani narrativi, dallo stile classico e potente, sembrano echeggiare le parole di Andrea Pazienza: «Amore è tutto ciò che si può ancora tradire».

 

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L’autore

Andrea Dei Castaldi è nato nel 1973 e vive nel borgo trevigiano di Asolo, di cui ama il silenzio e le pietre. Una volta terminati gli studi di architettura, dopo una breve esperienza nella progettazione e realizzazione di giardini, la sua passione per i libri lo ha portato a lavorare come correttore di bozze e grafico impaginatore presso l’ufficio editoriale di un’importante fondazione culturale di Treviso. Attualmente lavora come redattore e copywriter freelance per testate e periodici della stampa nazionale.

Scritto in più riprese tra il 1998 e il 2005 – periodo che non a caso definisce anche uno dei tre diversi piani temporali della narrazione – Finistère (Barta, 2013) è il suo primo romanzo. In precedenza ha pubblicato il racconto Pelle, apparso nel volume Solo a cura di Raffaella Tancredi (Felici, 2011), e in seguito ha scritto i romanzi La cesura e Il demiurgo, di prossima pubblicazione sempre per i tipi di Barta.

 

Barta edizioni

Andrea Settis Frugoni

asa@barta.it

 

Recensione del Sole 24Ore 

Sole24Ore 

 

 

ECOVILLAGGIO SOLARE ALCATRAZ

Sergio Los

 

Venerdì 24 ottobre 2014, alle ore 18.30 

Sergio Los discute il progetto  

ECOVILLAGGIO SOLARE ALCATRAZ 

Autosuffucienza Bioclimatica

Progetto di Micro – Città: Prospettive per un mondo possibile

 

Sergio Los – Università IUAV di Venezia

www.synergiaprogetti.com

Merenda & Origami

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Merenda & Origami
Sabato 25 Ottobre2014, dalle 16.30 alle 18.00

PARIS BRUCIA e A PIEDI NUDI

PARIS BRUCIA

 

PARIS BRUCIA e  A PIEDI NUDI
Narrativa e musica giovedì 23 ottobre 2014, ore 21.00

Paris brucia – Una diva dello showbiz rapita da un integralista religioso. Un killer che si trova proiettato sul palco di Sanremo. Gesù stanco di portare la salvezza nei mondi disseminati per l’universo. L’amante di Albert Camus che lo attende alla finestra la notte in cui lui non tornerà. Ci sono loro e ci sono molti altri personaggi nei dodici racconti che fanno parte di “Paris brucia” (Alcheringa Edizioni), nuova prova narrativa che Diego Zilio presenterà al Caffè dei Libri di Vicolo Gamba giovedì 23 ottobre. Non una semplice lettura ma un piccolo spettacolo inframmezzato dalle canzoni di Francesco Cerchiaro, tratte dal suo nuovo album di inediti “A piedi nudi” (Dischi Soviet Studio). 

A piedi nudi – Le canzoni tracciano la giornata di un uomo che idealmente si sveglia bambino, matura, invecchia e muore come il giorno che lo accompagna sullo sfondo. Di quel giorno è al contempo protagonista e spettatore. Il filo rosso è l’amore, come motore di questa giornata-vita; la ricerca, la necessità e la perdita di esso è ciò di cui si canta. Rimangono 11 canzoni legate l’una all’altra ma al contempo autonome: “uccelli che migrano in ritardo”, come si canta in “Cammino da solo”. Pezzi di memoria a se stanti in cerca, forse, soltanto di una condivisione. 

IL BUON EVADERE

Il buon evadere

 

 

IL BUON EVADERE
Venerdì 25 Luglio 2014, ore 21.00

Poesia, arte e altro all’Istituto Penale per i Minori di Treviso

La scuola all’Istituto Penale per i Minori di Treviso ha lo scopo principale di utilizzare il tempo per dare ai ragazzi un’altra opportunità.

Così la didattica apre a esperienze diverse: cortometraggi, poesie a altri progetti che hanno portato a risultati di notevole interesse.

La provenienza da ogni parte del mondo dei miei ragazzi apre una finestra sul mondo. 

Fondamentale il lasciarla aperta. 

Roberto Franzin

Docente mat. letterarie c/o ist. penale minori treviso, ideatore/regista cortometraggi girati con ragazzi dell’istituto.

 

 

 

MARGINI

Margini

 

 

MARGINI – Uno sguardo oltre il già visto

Esposizione fotografica curata da Luca Parasole

da domenica 20 Luglio 2014

 

MARGINI

Siamo abituati alle grandi gallerie fotografiche dei luoghi di culto e delle grandi metropoli. Ancora di più sono le gallerie fotografiche che ci mostrano le meraviglie della natura. Tuttavia esistono luoghi che stanno tornando ad essere incontaminati dopo essere stati conquistati dall’uomo. Luoghi assaggiati come caramelle cattive e poi sputati, colpevoli di qualcosa di indefinito.

Margini – una esposizione curata da Luca Perasole, che pone una serie di domande sul cambiamento, a partire dall’individuo-artefice e attore in una società che, in un continuo progredire, lascia alle sue spalle la scia temporale del passato. Luoghi che ci appartengono da sempre, lasciati in eredità alla natura, che per un principio di autoconservazione, ci ha costruito attorno cattedrali di verde per proteggerli.

Una mostra che invita a lanciare uno sguardo oltre il già visto.

Luca Parasole

La verità sui Marò

Marò

 

La verità sui Marò!

Giovedì 19 giugno, ore 20.30
Incontro con Agostino Mauriello
corrispondente RAI Radiotelevisione Italia- New Delhi, India

TENACEMENTE VIOLA

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Venerdì 13 giugno, ore 18.30

Presentazione del libro
TENACEMENTE VIOLA
di Mira Laurenti

Intervengono i Proff. Sandro Gros-Pietro (editore),

Gianni Giolo e Chiara Ferronato

e le flautiste Erica Tafferini e AnnaLaura Colombana

 

Siamo tutti musicali o… quasi

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Venerdì 6 Giugno, ore 20.45
Siamo tutti musicali o… quasi
di Gino Cadore

Letture a cura di Lisa Frison
Introduce il Dott. Giovanni Bernardi
Intermezzi musicali delle cantanti
Elisabetta Agostini, Giulia Bernardi, Michela Viero e Luisa Sanna accompagnati al pianoforte dal Maestro Pino Soppelsa; del gruppo Allistar e della violinista Marianna Vidale.

 

 

 

 

Merenda e Origami

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Merenda e Origami – Sabato 3 maggio 2014, dalle 17.00 alle 18.30

OPPOSTI-Make Art to Survive

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Tre d’amore

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Tre racconti di Anna Trevisan, Giovanni Rattini, Paolo Meneghini

«“Uno non è da dare, due non è da prendere, tre d’amore, quattro d’amato, cinque da innamorato”. Con le parole di questa semplice filastrocca, impal- pabili pillole di saggezza contenute in un minuscolo scrigno della memoria, disposte in ordine come sul pallottoliere delle emozioni, fin da quando era- vamo bambini i nostri nonni ci hanno insegnato l’attenzione per gli altri, svelandoci la generosità e l’educazione, parlandoci dell’amore.

Con queste tre storie, figlie soprattutto dell’amore per la scrittura, abbiamo provato a nostra volta a raccontare quella generosità ed educazione che tro- vano la loro piena realizzazione nell’attenzione per chi incrocia il nostro cammino e nell’incontro con l’altro, sia esso solo, povero o straniero.»

Tracciati editore, 2014, pag. 60. Euro 8,00. 

 

Anna Trevisan: giornalista pubblicista e mediatrice interculturale, ha lavorato come insegnante di italiano L2 con i bambini e come operatrice di sportello presso un ufficio immigrati del territorio. Come volontaria, ha insegnato per molti anni italiano agli adulti immigrati ed è stata in Africa due volte. Scrive per riviste culturali del territorio e lavora al suo piccolo blog http://mutliculti.wordpress.com

Giovanni Rattini: da sempre vicino al mondo del volontariato e interessato ai temi del sociale, collabora a vario titolo con diverse associazioni che operano sul territorio. Per
la casa editrice CLEUP ha pubblicato C’era una volta il Trenino dell’Altopiano…viaggi, storie e ricordi lungo la ferrovia (2008), Viaggi diversi (2010), COISLHA Trent’anni in trenta storie (2010) e Sogni a pedali. Giuseppe Pancera e la bicicletta (2012). Per Traccia- ti ha pubblicato È il colmo (2011) e Tre d’amore (2014).

Paolo Meneghini: autore di “Equilibrismi” (2006), diario di viaggio dell’esperienza vis- suta in Brasile che ha ricevuto la “Menzione d’Onore” dalla Giuria del Premio Nazionale dell’Archivio Diaristico “La Lanterna Bianca”. Suoi racconti e poesie hanno ricevuto segnalazioni e premi in diversi concorsi letterari. Dal 2011 cammina con la redazione vicentina del mensile “Scarp de’ Tenis”, progetto di Caritas Ambrosiana che si propone di sostenere le persone in difficoltà e senza dimora. 

 

 

 

 

Antichi giardini italiani

Copia di Antichi giardini

AFORISMI FOTOGRAFICI

Aforismi fotografici

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FIL ROUGE_GIULIANO FRANCESCONI FOTOGRAFIE 1993_2012

Chiesetta dell’Angelo 8 marzo_21 aprile 2014

 

Aprirà all’insegna dello still life la stagione 2014 della Chiesetta dell’Angelo, sede espositiva dell’Assessorato alla Cultura di Bassano del Grappa. La mostra “Fil ouge” che propone una selezione di elaborazioni fotografiche create da Giuliano Francesconi fra 1993 e 2012, mostra che si inaugurerà sabato 8 marzo 2014 alle ore 18:00.

Tutt’altro che recente il genere dello still life – meglio conosciuto in Italia come “natura morta” vanta illustri precedenti già negli affreschi di Pompei, con la raffigurazione pittorica di oggetti inanimati (fiori, frutta, ortaggi, oggetti, ma anche conchiglie ed animali) diventando nel Seicento un vero e proprio genere pittorico ampiamente frequentato fino ai giorni nostri. Nel campo della fotografia, però, la natura morta ha trovato una nuova stagione, con esiti sorprendenti. Per Giuliano Francesconi, fotografo vicentino attivo dagli inizi degli anni Settanta, la macchina fotografica è una specie di lente d’ingrandimento, capace di svelare più di quanto l’occhio umano possa vedere, estraendo un particolare che si espande, indagando un elemento che esce dall’ombra ed emerge plasmato dalla luce. Le opere dell’artista nascono dalla lotta tra i contrasti: il buio e la luce, i complementari rosso – verde.

Lo spettatore che coglie l’origine dell’oggetto studiato, si vede poi trasportato in una dimensione che trascende il mero dato realistico per ritrovarsi immerso in una dimensione espansa, fatta di superfici che dialogano, con le loro ampie campiture cromatiche, con lo spazio circostante.

Un lungo filo rosso si snoda attraverso luci ed ombre a racchiudere, bloccare, sospendere, segnare un percorso dove l’oggetto è il protagonista.

Ad accogliere il visitatore in chiesetta, in posizione eminente, “Albero straniero”, installazione animata, mossa, composta da 16 immagini che assemblate in una struttura appositamente elaborata in verticale ricostruiscono una forma vegetale anomala, che acquista significato e dimensione a partire proprio dai suoi elementi costituenti.

Il filo rosso si espande, dilaga nei trittici di “Peperoni” e “Dicotomie” dove dettagli vegetali, foglie, falde di peperoni rivelano una propria plastica presenza dove, grazie al contrasto di luci ed ombre, si evidenziano tensioni, energie, che scorrono in  linee sinuose rivelatrici. La massa isolata, potente, compatta assume una dimensione antropomorfica fisicamente e mentalmente avvolgente.

Qui la passione dell’artista per il particolare dell’oggetto, che viene amplificato e manipolato, arriva a trascendere la realtà per raggiungere spazi generati  dalla lotta primordiale tra il rosso e il nero, la luce e le tenebre.

Il percorso pare giungere ad un equilibrio nelle opere centrali del 1998, “Mani giunte” e “Cuore debole”; i contrasti cromatici, pur presenti, sfumano in gradazioni quasi liquide, contenute da strutture compositive sapientemente controllate in modo simmetrico.

A concludere il viaggio, e nel contempo ad accogliere lo spettatore al suo ingresso in questo spazio che odora di sacralità, “Profumo”. La presenza silente ma viva di questi fiori, il cui sentore aleggia lieve, secco, ci porta alle opere che appartengono alla fase più recente della ricerca di Giuliano Francesconi nell’ambito dello still life

L’indagine sui contrasti, che trova in “Dicotomie” una delle sue più emblematiche rappresentazioni, sviluppa una narrazione che vede nello spazio ellittico della Chiesetta dell’Angelo luogo di espressione e risoluzione.

Merenda & Origami – Sabato 25 gennaio 2014

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