Articoli della categoria ‘Letteratura’.


Valerio Evangelisti

 

 

 

Sabato 30 aprile, ore 21.00

 

VALERIO EVANGELISTI e CARMILLA

NICOLAS EYMERICH CONTRO IL ROGO DEI LIBRI
Libertà d’espressione e nuove inquisizioni

Interverrà lo scrittore Alessandro Bresolin

 

“Prendendo a pretesto la sottoscrizione di un appello nel quale si chiedeva al governo francese di non revocare il diritto d’asilo a Cesare Battisti, la classe dirigente veneta, legittimata dal “liberale” Luca Zaia, ha chiesto prima la rimozione dalle biblioteche pubbliche, e poi dalle scuole pubbliche, di TUTTI i libri degli autori firmatari dell’appello, da Massimo Carlotto a Tiziano Scarpa, passando per Nanni Balestrini, Daniel Pennac, Giuseppe Genna, Giorgio Agamben, Girolamo De Michele, Vauro, Lello Voce, Pino Cacucci, Christian Raimo, Sandrone Dazieri, Loredana Lipperini, Marco Philopat, Gianfranco Manfredi, Laura Grimaldi, Antonio Moresco, Carla Benedetti, Stefano Tassinari, Wu Ming, e molti altri. […] è da tempo in atto una censura di fatto nelle biblioteche venete, che riguarda autori come Marco Paolini o Roberto Saviano, colpevoli di aver raccontato verità scomode sul Veneto, sulla forza politica che lo governa, e sulle relazioni pericolose tra esponenti leghisti e ‘ndrangheta calabrese. […] La colpa che accomuna gli scrittori messi all’indice, al di là dei pretesti ideologici, è quella di raccontare la realtà in un momento in cui chi avrebbe il dovere di farlo trova economicamente e politicamente più comodo spargere la melassa del gossip, della disinformazione, della produzione televisiva di risse a mezzo risse.
Opponiamo la narrazione della realtà ai reality show: ecco il nostro crimine.”

– Brani tratti dal manifesto: “Scrittori contro il rogo dei libri”, in:www.carmillaonline.com

 

Valerio Evangelisti:
Vincitore del Premio Urania nel 1993 con il romanzo Nicolas Eymerich, inquisitore con il quale ha dato il via alla pluripremiata saga mondadoriana che ha per protagonista l’inquisitore catalano. Tradotto in 32 lingue, dalla metà degli anni novanta Evangelisti è stato scrittore di punta della nuova narrativa italiana di genere, con una tematiche che spaziano dalla fantascienza al romanzo storico. Inoltre, tra i fondatori della rivista Carmilla, è autore di numerosi articoli e saggi di carattere artistico, culturale e politico, molti dei quali raccolti nella trilogia Alla Periferia di Alphaville (2000), Sotto gli occhi di tutti (2004), Distruggere Alphaville (2006). Il suo ultimo romanzo, Rex Tremendae Maiestatis (2010), narra dell’ultima avventura dell’inquisitore Eymerich, che torna a indagare misteriosi fenomeni dell’Europa medievale.

 

Valerio Evangelisti

Lectura Merlini

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Martedì 22 marzo, ore 18.00

 

Lectura Merlini

Corso di avviamento alla lettura di Teofilo Folengo (Merlin Cocai).

 

Il macaronico e il dialetto: il caso di Bino Rebellato (con Pino Costalunga, Massimo Caneva, Otello Fabris)

L’iniziativa è aperta, a titolo gratuito, particolarmente a coloro che, pur non avendo dimestichezza con il latino, desiderano addentrarsi nella conoscenza di uno fra i maggiori poeti della storia letteraria italiana, solitamente trascurato nei testi scolastici a causa della sua lingua, il macaronico. La ripresa del macaronico folenghiano da parte di Bino Rebellato sottolinea la modernità dell’argomento.

 

Barbara Alberti al Caffè dei Libri

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giovedì 24 Marzo, ore 21.00

 

Barbara Alberti, Sonata a Tolstoj

Incontro con Barbara Alberti, conduce Lorenzo Parolin

 

Barbara Alberti è nata in Umbria, fra angeli e diavoli. E’ grata alla pessima educazione cattolica, cui deve la sua ispirazione (nel primo romanzo, Memorie malvage, alla fine tutto il paese- Umbertide, in provincia di Perugia- sprofonda all’inferno, che era proprio sotto la cantina dei Baldassarri- casa dell’autrice). A 15 anni è venuta a Roma, che ha odiato a prima vista, e qui si è laureata in filosofia.

I protagonisti dei suoi romanzi lanciano tutti la stessa sfida: trovare la più invisibile tra le felicità. Creature in rivolta: vecchi ingiudiziosi, bambini infernali, puttane, santi. Torna spesso l’argomento religioso. Negli ultimi dieci anni si è appassionata.

Sonata a Tolstoj

«Ho mantenuto il mio giuramento. Sono qui con voi e continuo a difendervi dai vostri nemici, che ora sono i topi, e le scolaresche che vorrebbero portarsi via un ricordino, le guide che raccontano solo sciocchezze perché non vi hanno mai conosciuto mentre io, forse solo io, di voi conobbi tutto.»

 

 

 

Incontro organizzato in collaborazione con: Associazione Culturale Le Colline

 

Kay Rush al Caffè dei Libri

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Venerdì 25 febbraio, ore 21.00

 

Kay Rush al Caffè dei Libri con il suo ultimo libro: Winter Love

Conduce la serata Alessandra Pellizzari

 

 

“Aspirò a fondo l’aria, il fresco odore minerale della neve, e una gioia sconosciuta la invase dalle dita dei piedi all’attaccatura dei capelli” Quando incontra Ian nello sperduto paesino di montagna di Pointy Needles, dove si è ritirata a curare le proprie ferite, Kora Russel si chiede se sta vivendo solo una favola o se ha trovato la felicità. Ma l’uomo dei suoi sogni scompare misteriosamente, lasciandola sola ad affrontare l’esperienza più drammatica della sua vita, e Kora inizia un frenetico viaggio sulle sue tracce, che diventerà anche un percorso interiore per liberarsi di un passato che è tornato a tormentarla.

Incontro organizzato collaborazione con: Associazione Culturale Le Colline

PAOLO GANZ al Caffè dei Libri

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Venerdì 4 febbraio, ore 21.00

 

Venice rock’n’roll

Spettacolo letteario-musicale con Paolo Ganz

presentato da Lorenzo Parolin

 

 

 

 

Carlo Pizzati al Caffè dei Libri

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Venerdì 21 gennaio,  ore 21.00

 

TECNOSCIAMANI di Carlo Pizzati

Tra spiritualità e tecnologia: viaggio ai confini del mondo per curare un mal di schiena cronico.

 

 

Il Manifesto – 31/12/2010

Strumenti tecnologici per gli sciamani del nostro presente – Nando Vitale

Contrariamente al luogo comune è sempre esistito uno stretto legame tra ricerca scientifica e interrogazione filosofica, tra tecnologia e spiritualità. La posta in gioco in realtà è un’altra: il dominio della tecnica e dei suoi automatismi contro la persistenza di un potere umano in grado di governare le «scelte» o almeno di tenere vive le «opzioni».

Ludwig Wittgenstein nel Trattato logico-filosofico illumina con efficacia la questione: «Noi sentiamo che, anche una volta che tutte le possibili domande scientifiche hanno avuto risposta, i nostri problemi vitali non sono ancora neppur toccati. Certo allora non resta piú domanda alcuna, e appunto questa è la risposta».

Sul nodo aperto del rapporto tra spiritualità e tecnologia, Carlo Pizzati si è esercitato in Tecnosciamani, preferendo, alle risposte definitive, interrogativi e paradossi.

Da un bisogno ineludibile – la necessità di guarire da un mal di schiena cronico, fino a quel momento definito «incurabile» – prende corpo un viaggio intorno al mondo, di cui ci viene dato conto con una scrittura agile e ironica: cure ayurvediche, dialoghi con scienziati, sedute esorcistiche, visite a maestri di yoga e pellegrinaggi indù. «Tecnosciamani sono quindi coloro i quali credono che lo spirito attraversi tutta la materia, compresi gli strumenti tecnologici. Ma alcuni tecnosciamani si spingono oltre, cercando di utilizzare l’energia che abita negli strumenti, ammesso e non concesso che ciò sia vero».

Certo, non tutte le tesi esposte sono originali o persuasive («il convincimento spirituale che Dio è un Algoritmo e che bisogna solo entrare in sintonia con questo algoritmo» è una delle tante affermazioni con cui bisogna fare i conti), ma le questioni poste sono comunque interessanti e potrebbero essere ulteriormente sviluppate includendo uno sguardo sulla dimensione biopolitica delle tecnologie sperimentali.

In passato due filoni di riflessione, uno controculturale facente capo a Timothy Leary e un altro ad opera di una grande figura di studioso come Elémire Zolla, hanno affrontato i medesimi temi con altre prospettive. Il primo, nel volume Caos e cibercultura si interrogava su come progettare il caos e i propri disordini personali su schermo e con strumenti cibernetici, da prospettive controculturali, con sostanze chimiche e informatiche. Zolla in Uscite dal mondo, si muoveva tra culture arcaiche e realtà virtuale, le quali sovrapponendosi provocavano uno sconvolgimento dell’immaginazione che preludeva a viaggi conoscitivi e sensoriali verso un mondo ancora da esperire.

Negli ultimi anni, tuttavia, il rapporto tra sapere sciamanico e innovazione tecnologica ha raggiunto un’inedita rilevanza di massa, così che il tema è stato ora largamente assimilato dall’immaginario contemporaneo.

Questa inedita rilevanza viene efficacemente rappresentata nel viaggio raccontato da Pizzati: i flussi che disciplinano i corpi nell’opera di costruzione del sé e del mondo, nell’indirizzo dei consumi e delle passioni, scortano come prigionieri (provvedono a «rimpatriare» verso una terra che non è più, ma soprattutto non è sufficientemente ancora) le anime sospese dei malati, degli ipocondriaci, dei sedotti e abbandonati ai confini dei mondi, spirituali o tecnologici che siano.

 

 

 

Lorenza Foschini al Caffè dei Libri

 

Giovedì 13 gennaio, ore 21.00
Lorenza Foschini – Il cappotto di Proust

 

«Mi avvicino lentamente a piccoli passi, sorridendo per l’imbarazzo e mi accosto al tavolo. Davanti a me c’è il cappotto, adagiato sul fondo della scatola, posato su di un grande foglio come su di un lenzuolo: irrigidito dall’imbottitura di carta che lo riempie, sembra davvero rivestire un morto. Dalle maniche, anch’esse imbottite, escono ciuffi di velina. Mi sporgo di più, piegandomi sul piano di metallo dove è poggiata la scatola, mi sembra che vi sia al suo interno un fantoccio senza testa e senza mani. Pieno, corpulento, con un ventre sporgente.»
Parigi, rue de Sevigné: Lorenza Foschini sfiora emozionata il liso cappotto appartenuto all’amato scrittore Marcel Proust. È arrivata a scovarlo, dimenticato in una scatola di cartone, tra i fondi del Musée Carnavalet. Non è una reliquia qualsiasi: Proust vi era particolarmente affezionato, al punto da non volersene mai separare, neppure in casa, quando scriveva. Ma è soprattutto la storia del suo ritrovamento ad affascinare la Foschini, che, partendo da questo primo indizio e affidandosi alla potente e molto proustiana capacità evocativa degli oggetti, ricostruisce le vicende di alcuni dei personaggi che hanno gravitato intorno alla vita dell’autore della Recherche.
A cominciare da Jacques Guérin, industriale del profumo, ma anche raffinato bibliofilo e collezionista, che, entrato in contatto per una pura coincidenza con il mondo di Marcel, farà della ricerca di reliquie proustiane la sua ossessione, salvando manoscritti, quaderni di appunti e persino elementi del suo mobilio. C’è poi il fratello medico di Proust, Robert, iracondo e sospettoso, costretto a misurarsi con editori esigenti, nell’impari impresa di pubblicare postumi gli inediti di quello che è ormai uno scrittore famoso; e l’acida moglie di questi, Marthe, la quale mal sopporta quel cognato «scandaloso» e «bizzarro» che con la sua omosessualità ha disonorato la rispettabilità della famiglia, e che, dopo la morte del marito, arriverà a gettare nel fuoco molte carte preziose.
Storia di un’ossessione, Il cappotto di Proust è al tempo stesso un’elegante rievocazione della società parigina di inizio secolo, popolata di scrittori e artisti quali Apollinaire, Violette Leduc, Erik Satie e Picasso. E anche un sentito omaggio ai particolari più umili dell’esistenza: dettagli minimi, «oggetti senza valore, mobili di dubbio gusto, persino un vecchio cappotto». Perché proprio le cose più comuni possono, talvolta, «svelare scenari di inaspettata passione».

 

 

Lorenza Foschini, nata a Napoli, giornalista.
Inizia la carriera professionale a Napoli nel 1977, collaborando con il quotidiano Il Mattino.
Nel 1986 diventa conduttrice del TG2 e vaticanista per la stessa testata.
Per cinque stagioni televisive è alla guida di Misteri, prima su RaiTre e poi su RaiDue. Trasmissione di successo della quale è anche autrice.
Nella stagione televisiva 1999-2000 è alla conduzione della trasmissione di RaiDue, Il filo di Arianna. Continuazione ideale di Misteri, il programma affronta i grandi enigmi insoluti dell’umanità, avvalendosi della collaborazione di esperti, scienziati, uomini di fede.
Lorenza Foschini è anche scrittrice. Nel 1997 pubblica per Rizzoli il libro Misteri. Ed è autrice di alcune traduzioni di importanti inediti di Marcel Proust.
Sposata, ha due figli: Camilla e Manfred.
Nell’autunno 2000 conduce la seconda edizione di Il Filo di Arianna e il programma La tomba di Pietro. A dicembre dello stesso anno conduce Tutti dicono poesia, speciale Sanremo poesia.
Nel 2001 conduce Rimini di notte – Il meeting, un evento trasmesso da RaiUno.

Mauro Corona al Caffè dei Libri

OLIVIERO BEHA al Caffè dei Libri

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mercoledì 9 giugno 2010, ore 20.30

 

Oliviero Beha presenta  i suoi due ultimi libri: “Eros Teminal” e “Dopo di lui il diluvio

Conduce la serata Lorenzo Parolin

 

In collaborazione con: Associazione Culturale Le Colline

Goffredo Fofi al Caffè dei Libri

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giovedì 4 marzo, ore 20.30

 

“Oltre il modello Nordest”.

 

Goffredo Fofi e Alessandro Bresolin,  discuteranno di prospettive e di identità del Veneto.

Farà da spunto alla discussione il libro intervista “Il Veneto che amiamo“. Nel libro sono riportate interviste recenti a quattro grandi personaggi della nostra regione: due poeti, Andrea Zanzotto e Fernando Bandini, due scrittori, Mario Rigoni Stern e Luigi Meneghello.