Articoli di September 2011.


SENSO DI SOLITUDINE E ABBANDONO


 

 

Venerdì 30 settembre 2011, ore 20.30

 

 

 

 

SENSO DI SOLITUDINE E ABBANDONO Con chiunque, purché non da soli.
Incontro con Loris Adauto Muner, Counselor Esistenziale

Evento promosso da: Associazione di Promozione Sociale  “Essere in Divenire”

36061 Bassano del Grappa – VI

mail: essereindivenire@libero.it tel.: 3929055921

 


 

OCCHI DI BAMBINA

 

 

Venerdì 30 settembre 2011, ore 19.00

 

Presentazione del libro di Maria Antonia Canton

Conduce la serata il critico letterario prof. Gianni Giolo

 

Nata a Cartigliano, proprio “lungo il Brenta”, l’autrice della raccolta ha avuto modo di presentare le bozze del suo lavoro, in forma privata, all’indimenticata poetessa Gina Zanon, la cui recente scomparsa ha lasciato in molti amici ed estimatori un grande vuoto.

“E’ stata proprio lei, ci spiega Maria Antonia Canton, a invitarmi, animata com’era da un profondo e coinvolgente amore per la vita, a dare alle stampe le mie composizioni.

Ricordo che concluse la conversazione sostenendo che la poesia è un dono da condividere con gli altri”.

Gianni Giolo, autorevole critico letterario, nella prefazione definisce Occhi di bambina un libro “equilibrato e luminoso, sapiente nella costruzione, pervaso da un vago e melanconico senso della vita e del suo trascorrere appassionato, verticale e fugace […]”.

Una raccolta nella quale “le categorie semantiche spaziali sono tutte collocate in alto e si librano in un cielo terso e luminoso, in una visione serena ed estatica del tempo, nella quale dominano i toni aerei e accesi e le note raggianti e colorate della vita.

Fra i colori emergono il bianco,il giallo e il blu, il profondo blu / dove danzano mille colori e forme, il blu tormentato dei ricordi, il blu della notte, il giallo della vita, e il bianco della strada, dove la poetessa incontra la sua ombra e procede lungo una via che non le appartiene. Fra le immagini balza in primo piano la dimensione della luce, luce della speranza, luce che fa crescere il seme della vita, luce argentata opaca e penetrante, luce cadente che riscalda le lacrime, luce aria vita, luce ambrata dell’amore, luce del tempo e dello spazio, luce della stanza e luce del fiume. in questa visione sostanzialmente ottimista e gioiosa della vita […] tutto procede in un profumo diambra e di loto, e lo scorrere del tempo è illuminato da un raggio cristallino, da una potenza che si nasconde nella conchiglia di perle madrepore, da una magia del momentoche conosce carezze elacrimeche scorrono silenziose.

La poesia della Canton ricorda quella di Sara Teasdale, che splende nel demone della luce: la presenza ineliminabile dell’elemento luminoso che è il corrispettivo poetico del suo atteggiamento nei confronti della vita”.

Nella pubblicazione, oltre alle poesie, è presente un altro elemento di grande impatto emotivo ed espressivo: la fotografia.

Molte immagini, di diversi autori, si accompagnano infatti ai componimenti in un’originale e sofisticata veste grafica.

(Testo tratto da BassanoNews)

 

 

 

UMBERTO MAGNO

 

 

 

Sabato 24 settembre, ore 18.00

 

UMBERTO MAGNO, la vera storia dell’imperatore della padania

Incontro con l’autore del libro Leonardo Facco

 

Aveva negato di essere stato iscritto al Pci. Aveva escluso che il figlio prendesse soldi dalle Coop padane. Aveva smentito gli affari poco limpidi del partito. Un libro-inchiesta rivela: era tutto vero” ( L’Espresso)

 

La vera storia di Umberto Bossi, capo assoluto della Lega Nord, raccontata da un intellettuale che per quindici anni ha creduto nelle battaglie del senatùr, seguendo un fallimento dietro l’altro, scoprendo bugie a ripetizione, fino a rendersi conto che la Lega altro non è se non un’azienda rigorosamente a disposizione del proprio leader.

 

Leonardo Facco è editore e giornalista. È autore dei saggi Si chiama Rigoberta Menchù (Rubbettino, 2007) e C’era una volta il Che (Simonelli, 2008). Ha prodotto il documentario Cual Revolucion? (SiRoma). È il fondatore del Movimento Libertario, associazione che si prefigge come scopo la difesa delle proprietà e delle libertà individuali.

(Testi tratti dal sito dell’editore Aliberti)

 

 


 

Ti amo da mentire

 

Claudia Rossi

 

Martedì 27 settembre 2011, ore 21.oo

 

Claudia Rossi presenta il suo ultimo libro “Ti amo da mentire”

Conduce la serata il giornalista Giampaolo Giacobbo

 

 

Un caso attuale. Due ragazze. Gloria e Francesca. Belle. Studentesse. Ma anche escort. Prostitute di lusso. Una vita di agi, lussi, vizi. Un sogno erotico ad occhi aperti, un sogno che molti forse vorrebbero vivere e che taluni possono in effetti vivere. Nessun intento morale. Nessun giudizio. Solo la voglia di fotografare una sfumatura del mondo di oggi. Glamour, soldi, viaggi sono lo scenario di un amore difficile, impossibile, vissuto tra ansie, tormenti, momenti dolci e sesso estremo. Molto sesso. La protagonista, per amore di René, annulla e distrugge la sua personalità fino al colpo di scena finale. Linguaggio semplice, diretto, stuzzicante, quasi un diario del voyeurismo.

 

Claudia Rossi, modella, è nata a Milano. Il suo primo romanzo, Prometterla a tutti, non darla a nessuno (Ibiskos Editrice Risolo, 2008), è divenuto un caso letterario. Tra i primi venti titoli più venduti in Italia nel 2008, è stato rieditato da Cairo Editore. Autrice anche di una guida di Parigi per un grosso tour operator e di una raccolta di poesie, Claudia è giornalista per vari magazine, riviste e quotidiani tra cui TGCom,Fox Uomo, La Nazione, America Oggi nonché direttrice responsabile della rivista di racconti erotici www.baciami.org, trattando di costume, moda e spettacolo.
Per comunicare con lei: www.claudiamodel.org

(testi tratti dal sito dell’editore Ibiskos)

 

Evento organizzato in collaborazione con Associazione Culturale Le Colline

 

 

Il tempo del sogno

 

 

 

Mercoledì 21 settembre 2011, ore 19.00

Presentazione del libro “Il tempo del sogno” di Graziella Canapei
Conduce la serata il critico letterario Prof. Gianni Giolo

 

 

 

L’amore, l’amicizia, la morte e la vita vissuti con gli occhi di due culture completamente diverse.
La realtà occidentale a confronto con quella aborigena.
Una storia che vola tra Belgio e Australia.

 

Nata a Valdagno nel 1956, Graziella Canapei segue le attività turistiche e culturali per un ente della propria zona. Sassofonista fin dall’infanzia, collabora con diverse realtà musicali. Ama l’arte, gli animali e il viaggio. Il tempo del sogno è il suo primo romanzo.



VINTAGE HI-TECH

 

 

 

 

Mercoledì 14 settembre 2011, ore 18.30

 

Mer­coledì 14 settembre 2011, ore 18:30: APARTMENT4.IT – IN THE PROCESS
PROCESSING, interazioni video curate da APARTMENT4.IT Sound texture by – Diego Ritz in Avant Sound Evolution Processing è un linguaggio di programmazione basato su Java, che consente di sviluppare diverse applicazioni come giochi, animazioni e contenuti interattivi. Da Java eredita completamente la sintassi, i comandi e il paradigma di programma-

Meno 100 chili

Domenica 18 settembre 2011, ore 18.00

Roberto Cavallo presenta il suo ultimo libro “Meno 100 chili” (Edizioni Ambiente)
La pattumiera? A dieta, da subito!

 

Intervista a Roberto Cavallo
di Diego Tavazzi
Abbiamo chiesto a Roberto Cavallo, autore di Meno 100 chili-Ricette per la dieta della nostra pattumiera, di spiegarci perché e come possiamo ridurre la quantità di rifiuti che produciamo ogni giorno. Anche se si tratta di cambiare qualcuna delle nostre abitudini, alla fine è facile ritrovarsi con una pattumiera molto più snella cosa che, lo si scopre in fretta, è gratificante ed economicamente vantaggioso.
Il tuo libro comincia con un capitolo dal titolo “Il buon senso del Titanic”: siamo davvero a bordo di un (forse nemmeno troppo metaforico) Titanic? Quali sono i problemi e i rischi connessi all’eccessiva produzione di rifiuti e scarti?
Io non so se siamo a bordo del Titanic o sull’Olympic o il Britannic, o di quale altra nave che si riteneva inaffondabile, ma so che stiamo pilotando la “nave” su cui stiamo viaggiando con la stessa arroganza e con lo stesso spirito di onnipotenza di chi riteneva invincibile il Titanic. Non sono i meccanismi ingegneristici, i materiali di costruzione o le performance progettuali della “macchina” a essere messi in discussione, ma è il comportamento, lo “stile di vita” di chi sta sulla nave, a mandare in crisi il progetto di base. 
Guardare al Titanic come metafora di cosa non fare mi è parsa una via comunicativa da proporre nel libro. L’insistere ad andare “avanti tutta” senza chiedersi se si è in grado di spostare o invertire la rotta di fronte a un ostacolo, senza interrogarsi su quanti abitano la nave e se ci sono sufficienti scialuppe di salvataggio, senza “allenarsi” a come resistere di fronte a un’emergenza, senza pensare che non si è soli sulla nave: mi pare di poter affermare che sono tutti comportamenti insostenibili. 
Nella premessa del libro ho cercato di spiegare le norme legislative europee e nazionali che regolano il complesso sistema dei rifiuti, ricordando mio nonno e pensando di parlare a mio figlio: il risultato, che torna nel testo come un “disco rotto”, è che quando il buon senso non è più sufficiente ed è necessario approvare e applicare delle norme c’è qualcosa che non va! I rischi connessi all’eccessiva produzione di scarti sono di due tipi: a monte, un eccessivo sfruttamento delle risorse naturali e consumo di energia per produrre materiali dalla durata effimera come tutti i manufatti usa e getta; a valle l’incapacità del sistema naturale di assorbire scarti non biodegradabili e la scarsa organizzazione territoriale nell’avviare a recupero i materiali di scarto. 
Non possiamo permetterci di continuare con questo tipo di comportamento, l’iceberg è sempre più vicino.
Per produrre le cose che poi buttiamo via servono grandi quantità di energia e materiali che, grazie al recupero e al riciclo, possono essere in parte recuperate. Come se la cavano gli italiani con la raccolta differenziata? E gli europei?
È complicato dare una risposta univoca rispetto a come se la cavano gli italiani: abbiamo infatti alcuni Comuni che possono vantare le migliori performance al mondo in termini di raccolta differenziata e riciclo, ma abbiamo anche le peggiori. 
In Europa la situazione è discreta, abbiamo una delle migliori normative al mondo a regolare il ciclo integrato dei rifiuti. Certo in un’Europa a 27 molto rimane da fare per allineare paesi che da anni si sono attrezzati per impostare un ciclo virtuoso fatto di prevenzione, riduzione, recupero di materia e riuso, e paesi che invece ancora devono risolvere problemi legati a una massiccia presenza di discariche abusive con enormi problemi ambientali e per la salute dei propri cittadini. 
Il futuro però non potrà che essere una “Società del riciclo” come sottolinea la stessa direttiva europea. L’Europa, e ancor più l’Italia, sono povere di materie prime e saranno sempre più costrette a importarle da paesi dove regna l’instabilità politica che, con i nostri comportamenti quotidiani, non facciamo che alimentare. Il riciclo non è solo un buon comportamento per l’ambiente, ma è anche un serio contributo all’economia europea e, a pensarci bene, anche un importante passo per la pace nel mondo!
In media ogni italiano produce 550 kg di rifiuti all’anno. Nel tuo libro spieghi come abbassare di 100 kg questo valore, e presenti anche casi di riduzione ancora più importanti. Da quali mosse si può partire per diminuire la quantità di rifiuti che si butta nella spazzatura?
Dal punto di vista quantitativo il passo più importante, per chi ha la fortuna di avere un giardino, è praticare il compostaggio domestico, cioè trasformare i propri scarti della cucina in terriccio da utilizzare nel giardino stesso: da sola questa pratica abbatte la produzione di rifiuti urbani di quasi 100 chili a testa. 
Sempre dal punto di vista della riduzione in peso della nostra pattumiera, un secondo comportamento, semplice e tradizionale, è non disfarsi subito degli oggetti che non utilizziamo più, dai giochi dei nostri bambini ai vestiti, dai mobili non più “alla moda”, al computer ritenuto meno potente per il nostro ufficio, alle vernici avanzate dalla ripittura della ringhiera del balcone, ma guardarsi intorno. Certamente c’è qualche parente, amico, conoscente o vicino di casa che ha la necessità o possibilità di continuare a usare i nostri oggetti. 
E poi ci sono una miriade di gesti quotidiani che nell’insieme possono contribuire in modo importante a cambiare le cose e a far dimagrire la nostra pattumiera, dal bere l’acqua del rubinetto, al farsi le marmellate, i biscotti o gli yogurt in casa, dal comprare prodotti alla spina o pannolini lavabili.
Nel tuo libro ogni paragrafo di approfondimento è preceduto da un racconto, e negli ultimi anni hai girato l’Italia con uno spettacolo teatrale intitolato, appunto “Meno 100 chili”. Perché secondo te raccontare storie e aneddoti può aiutare a modificare i comportamenti delle persone?
L’aneddoto, la testimonianza, il racconto sono stili comunicativi che nel loro insieme contribuiscono a rendere più efficace la trasmissione del messaggio. Penso che siano utili per raggiungere le diverse sensibilità di uno spettatore, un ascoltatore, un lettore. C’è chi si ritrova nei comportamenti di mio nonno che nel libro descrivo, come drizzare i chiodi o recuperare una vecchia lavatrice per usarne il motore come alimentazione di una sega elettrica; c’è chi si ritrova nel mio ruolo di padre intento a spiegare un concetto a un figlio adolescente la cui soglia di attenzione non supera il paio di minuti, c’è chi riscopre le profezie di Italo Calvino. Non so se tutto questo serve a influenzare i comportamenti delle persone. Mi piace pensare che, dopo aver letto qualcosa di ciò che ho scritto, il lettore si incuriosisca, fosse assalito da un dubbio, una curiosità o dalla voglia di rileggere Calvino. Se poi chi ha terminato la lettura di Meno 100 chili fosse preso dalla voglia di pesare la propria pattumiera e provare ad alleggerirla, allora vorrebbe dire che il futuro potrebbe davvero essere più leggero!

Ferdinando Camon al Caffè dei Libri

 

 

Martedì 13  Settembre 2011, ore 19.00

 

Ferdinando Camon presenta al Caffè dei Libri il suo ultimo libro “La mia stirpeconduce l’incontro il critico letterario Gianni Giolo

La vita

(A cura dell’Ufficio Stampa Garzanti)

Ferdinando Camon è nato in un piccolo paese di campagna, in provincia di Padova, presso Montagnana, cittadina chiusa da una perfetta cinta di mura (Castellani vi ha girato il film “Romeo e Giulietta”) che risale ai tempi del tiranno Ezzelino, prima di Dante. Di questo paese non ha mai indicato il nome. Aveva dieci anni quando la guerra finì, e dunque fece in tempo a imprimersi nella memoria rastrellamenti e bombardamenti: c’era un grande olmo nella campagna paterna, e lui vi saliva sopra per osservare le battaglie aeree tra i caccia tedeschi e le Fortezze Volanti americane, o la cattura dei partigiani da parte delle SS: fu così che vide un suo parente, membro di una squadra della brigata partigiana Garibaldi, mentre si arrendeva in un campo di frumento incendiato: aveva la pancia segata da una raffica, per la ferita uscivano le viscere, e lui se le reggeva con le mani (Camon ne parlerà in una poesia deLiberare l’animale, 1973, e nel romanzo Mai visti sole e luna, 1994). Gli abitanti della campagna (“uomini, angeli, diavoli, animali”) sono i protagonisti dei suoi primi due romanzi, Il quinto statoLa vita eterna, pubblicati nel 1970 e ’72. Questi due romanzi furono poi oggetto di una lunga riscrittura, terminata nel 1988: sicché la loro stesura definitiva ha richiesto un quarto di secolo. Questa riscrittura si era resa necessaria perché man mano che i due libri venivano tradotti nel mondo, e che le vicende che essi raccontano si allontanavano nel tempo, l’autore sentiva pacificarsi il suo rapporto con quelle storie, che nella prima stesura gli risultava sofferente e sovraccarico. Il quinto statouscì in Italia con una appassionata prefazione di Pier Paolo Pasolini, e fu subito tradotto in Francia per iniziativa di Jean-Paul Sartre e in Unione Sovietica da Gheorgi Breitburd, che a metà del lavoro scende a Venezia, insieme con Ajtmatov, per un incontro con l’autore. Breitburd, che s’era poi ritirato in una dacia per tradurre La vita eterna, morirà a metà di questo lavoro, che sarà perciò terminato da Julia Dobrovolskaja. Tra i due romanzi Camon interpose le poesie Liberare l’animale (premio Viareggio 1973). Imprevisto, e come elaborazione di un lutto, pubblica nel 1978 Un altare per la madre: esaltazione di un Cristianesimo mistico ed originario, questo romanzo (premio Strega) si diffonde nel mondo e specialmente nei paesi comunisti. La RAI, Radiotelevisione Italiana, ne ricava un film con Angela Winkler e Franco Nero. Un altare per la madre ebbe una gestazione lunga, e fu riscritto diciannove volte: ma la stesura mandata in stampa non fu la diciannovesima, ma la terza, anche per scelta dell’editore Livio Garzanti. I tre romanzi furono riuniti nel “ciclo degli ultimi”, perché con essi Camon si accorse di aver descritto la fine di una civiltà, la civiltà contadina: questa fine era stata chiamata, da un poeta francese (Charles Péguy), «il più importante avvenimento della storia, dopo la nascita di Cristo». Geno Pampaloni, illustre critico letterario italiano del secondo Novecento, inserendo questi romanzi nella “Storia della Letteratura Italiana diretta da Emilio Cecchi e Natalino Sapegno”, scrive: «Tre libri che sentiamo radicati come pochi altri nella cultura dell’ultimo ventennio». Il “New York Times” parlava di «A scene like a Bruegel canvas», la “Frankfurter Allgemeine Zeitung” di «Ein Epitaph, ein Requiem für die Letzten», “Le Nouvel Observateur” scriveva: «”La vie éternelle” est le livre d’un Lévi-Strauss qui aurait prêté sa plume à Faulkner». Raymond Carver, il padre dei minimalisti americani, definiva Un altare (che in America si intitola Memorial): «A sublime work of art», e in Francia l'”Express” terminava la recensione avvertendo: «Attention: chef-d’oeuvre». In Italia, la rivista “Letture” lo definiva: “Un libro meraviglioso, un libro sacro”. Avendo cominciato dunque con la ricognizione di una crisi (la crisi della civiltà contadina), Camon prosegue come descrittore di altre crisi: col “ciclo del terrore” (OccidenteStoria di Sirio) racconta quella crisi che si chiama “terrorismo”, e col “ciclo della famiglia” (La malattia chiamata uomo, La donna dei fili) la crisi che porta in analisi. La malattia chiamata uomo (titolo francese: La maladie humaine) viene rappresentata per quattro anni consecutivi al teatro “L’Aquarium” di Parigi.
La particolare funzione che Camon attribuisce alla scrittura (la scrittura è rivelazione, quindi un merito, ma anche un tradimento, e più esattamente una delazione, quindi una colpa) fa sì che ogni ciclo romanzesco provochi delle reazioni: per il “ciclo degli ultimi” s’interrompe ogni rapporto con i paesi d’origine, che non volevano esere descritti per quel che erano, e con La vita eterna(diventata un best-seller in alcuni stati, tra cui la Germania, dove fu per dieci mesi consecutivi nella lista dei libri raccomandati dalla critica) ottiene l’apertura di un processo contro l’SS che nel libro è l'”eroe negativo”, e che mantiene lo stesso nome (Lembke) che aveva nella realtà: il libro è assunto come “documento a carico” dalla Procura della Repubblica di Verona, ma quell’SS muore d’infarto alla vigilia del processo. Al quotidiano francese “Libération” l’autore dichiarerà di sentire quel libro «come un colpo di fucile, sparato dall’Italia alla Germania, per colpire al cuore un nemico della [sua] gente». Alla pubblicazione di Occidentefan seguito le reazioni di gruppi terroristici: all’autore vien distrutta l’auto, e per mesi gli vengono recapitate nella cassetta postale delle piccole bare, col suo nome scritto sopra. L’autore ebbe per lunghi periodi la casa e il telefono controllati, su sua richiesta, dalla polizia. Quando Occidente vien ridotto a film dalla RAI, l’autore abbandona la sua città, con tutta la famiglia; anche la troupe, che aveva cominciato a girare a Padova, è costretta a trasferirsi altrove (il film sarà terminato a Ferrara). Contro il film sporge denuncia il terrorista “nero” che si riconosce come protagonista. Ma, condannato all’ergastolo, perde i diritti civili, e il processo non ha luogo. Successivamente riabilitato, con piena assoluzione, chiede a Camon un incontro chiarificatore, da pubblicare. Il colloquio, di un’intera giornata, è pubblicato nel volume I miei personaggi mi scrivono: si conclude con Camon che domanda al suo “personaggio” in che cosa consista la sua innocenza, e quello risponde che «è innocente non colui che è incapace di peccare, ma colui che pecca senza rimorsi». Camon ritiene che con quelle parole il terrorista volesse affermare: «Sì, sono stato io, ho fatto la strage: ma possiedo un sistema morale in grado di giustificarmi». Sul problema della “colpa” Camon ha dialogato con Primo Levi, superstite di Auschwitz: ne è nata la Conversazione con Primo Levi, conclusa poco prima del suicidio (ma Camon non crede che si tratti di suicidio) di Levi. La tesi di Camon è che lo Sterminio coinvolga una responsabilità più grande di quella affermata da Levi, il quale adotta una concezione “eroica” della storia, per cui la storia è fatta da pochi, i Napoleoni che galleggiano come sugheri sulla volontà dei popoli; Camon pensa che l’eliminazione degli ebrei sia stata l’atto finale di un plurisecolare processo di rigetto, che ha il suo nucleo originario nel cuore stesso del Cristianesimo, che non permetteva alcun rapporto con i “diversi” se non finalizzato alla loro conversione: nella concezione cristiana del “bene” stava in realtà la radice di una immensa colpa storica. Col Canto delle balene (1989) Camon inaugura un nuovo ciclo, e lo chiama “ciclo della coppia”: in questo primo romanzo racconta come la coppia si costruisca attorno ai proprî segreti, e come, con la violazione di quei segreti, si dissolva. Ma il libro vuol essere anche una “epigrafe” su una generazione, la generazione dei cinquantenni, un compendio delle sue grandezze e dei suoi delirî: la psicanalisi di massa, il culto dell’India, la mancata rivoluzione, l’invenzione di un nuovo Dio, e la tardiva riscoperta dei sentimenti e del sesso. Nel 1991 esce il romanzo Il Super-Baby, storia del parto visto dal nascituro (tutto il tempo del romanzo coincide col tempo pre-natale) e dal maschio: con soggezione e, avvertibile in ogni pagina, con rancore. La moglie (la “nuova donna”) vuole infatti partorire un genio, e perciò porta a scuola il bambino nei nove mesi prima che nasca: il marito (il “vecchio uomo”) la accompagna e la spia, ammirato e costernato. Fino al drammatico risultato finale. Nel 1993, mezzo secolo esatto dopo le vicende raccontate nella Vita eterna, un soldato tedesco torna nei paesi veneti dove aveva partecipato alle rappresaglie che avevan seminato 56 cadaveri in una decina di mesi: vuol essere festeggiato, contando sull’oblio delle vittime. L’incontro con questo soldato riporta Camon alla rievocazione della guerra e alla denuncia dei colpevoli che si sono costruiti una biografia innocente: nasce il romanzo Mai visti sole e luna (1994). Nel ’96 pubblica La Terra è di tutti, sul tema dello scontro di civiltà che si svolge nelle città occidentali, sotto l’urto delle ondate migratorie dall’Asia e dall’Africa. Nel 1999 Camon ritorna alla campagna e alla poesia, con la raccolta Dal silenzio delle campagne, in cui rievoca la ricchezza cattolico-pagana della civiltà contadina del dopoguerra, e l’amorale oblio della campagna di oggi, protesa alla ricchezza, dimentica del suo passato grandioso, delle violenze patite nell’occupazione, le rappresaglie e le stragi, e popolata di mostri, parricidi, serial-killer, mercanti di donne, drogati e spacciatori. Per quattro anni viene eletto presidente degli scrittori italiani associati nel Pen, e come tale inoltra all’Accademia di Svezia la candidatura al premio Nobel per la Letteratura di scrittori italiani, uno all’anno: Mario Rigoni Stern, Antonio Tabucchi, Andrea Zanzotto e Alda Merini. Nel 2004 esce il breve romanzo La cavallina, la ragazza e il diavolo, che finalmente instaura un rapporto felice, gioioso, nostalgico con il mondo della campagna e i suoi abitanti, e lancia il messaggio che bisogna fare quel che è giusto, avvenga quel che può: ognuno avrà il premio che si merita, e se l’astuzia o l’iniquità glielo toglie, gli sarà restituito. Nel novembre del 2006 Camon ha riunito in un volume (“Tenebre su tenebre”) una lunga serie di pensieri, ragionamenti, analisi, ricordi, scritti nel corso degli ultimi 12-15 anni a ridosso delle vicende più importanti della storia e della cronaca: guerre, stragi, encicliche, processi, omicidi, suicidi, insomma i fatti che cambiano la nostra vita. Alla fine del 2009 ha pubblicato da Garzanti il testo-base di una lunga conversazione che tiene da vari anni nelle scuole, su incarico del Ministero, sul problema della droga: il libretto (“Figli perduti. La droga discussa con i ragazzi”, 96 pagine)è una narrazione della vita dei giovani, dei luoghi di divertimento, discoteche, sabati sera, viaggi, amori, sesso, pericoli, esperienze e rischi, a volte volontari, più spesso inconsci. Il libro ha la forma del dialogo, domande e risposte tra professore e studenti, con assoluta franchezza da una parte e dall’altra. Camon scrive regolarmente su giornali italiani, “La Stampa”, “L’Unità”, “Avvenire”, i quotidiani delle Venezie del gruppo “Repubblica-Espresso”, a volte su “Le Monde” (Parigi) e su “La Naciòn” (Buenos Aires). Ha due figli maschi: il primo, Alessandro, vive a Los Angeles, dove produce film, il secondo, Alberto, vive a Bologna, dove insegna Procedura Penale.

 

Editore italiano:

Garzanti, Milano

Principali editori stranieri:

Argentina, Messico e Spagna, edizioni Losada, Buenos Aires;
Brasile e Portogallo, editore Rocco, Rio de Janeiro;
Bulgaria, edizioni Narodna Kultura, Sofia;
Cile, edizioni Losada;
Croazia, edizioni Durieux, Zagabria;
Egitto, Sharquiat Editions, El Cairo;
Francia e Canada, editore Gallimard, Parigi (tutte le opere, in 12 volumetti);
Germania, edizioni Volk und Welt, Berlino;
– edizioni Steinhausen, Monaco;
– editore Fischer, Francoforte;
– editore Piper, Monaco;
Giappone, Eureka, Tokyo;
Grecia, editore Roes, Atene;
– editore Zacharopoulos, Atene;
Inghilterra, edizioni Quartet Books, Londra;
Lettonia, ed. Astra Smite, Sigulda;
Olanda, edizioni De Arbeiderspers, Amsterdam;
– edizioni Meulenhoff, Amsterdam;
Polonia, edizioni PIW, Varsavia;
– edizioni KIW, Oswiecim-Auschwitz;
Romania, edizioni Univers, Bucarest;
Russia, edizioni Progress, Mosca;
Spagna, edizioni Seix y Barral, Barcellona;
– edizioni Anaya y Muchnick, Madrid;
Svezia, ed. Carlsson, Stoccolma;
Turchia, Inkilap, Istanbul;
– edizioni Kara Kutu Yayinlari, Istanbul;
Ungheria, edizioni Magvetö, Budapest;
– edizioni Europa, Budapest;
USA, edizioni Marlboro, Vermont;
– edizioni Northwestern, Illinois

Edizione per ciechi:

in Italia:
“Un altare per la madre””La donna dei fili”
“La malattia chiamata uomo”
“Occidente”
“Storia di Sirio”
Biblioteca Nazionale per i Ciechi, Monza (Milano);

in Francia:
“La terre est à tous”
Association pour le bien des Aveugles, Paris.