Articoli di January 2013.


LA SCIENZA IN UN BICCHIERE

SCIENZA IN UN

 

Comete: uno sguardo ai confini del Sistema Solare

Le comete sono i corpi celesti che da sempre hanno profondamente suggestionato e interessato il mondo scientifico e non solo. 

Il loro moto, apparentemente imprevedibile nel cielo delle stelle fisse, ha generato un alone di mistero e timore attorno a questi oggetti e per molto tempo ne ha ostacolato la comprensione. 

Le comete rappresentano, insieme agli asteroidi, il residuo del processo di formazione planetaria che ha originato il nostro Sistema Solare e sono considerate la chiave per comprenderne la formazione. Esse sono probabilmente gli oggetti più primitivi del nostro sistema planetario, dato che si sono formate in regioni distanti dal Sole dove le temperature estremamente basse ne hanno preservato la composizione chimica primordiale. 

Le comete sono quindi come impronte digitali del passato sparse ai limiti del Sistema Solare.

 

Alice De Biasi consegue il diploma di liceo scientifico presso il LSS Michelangelo Grigoletti di Pordenone nel 2004. Nel 2007 consegue la laurea triennale in Astronomia presso l’Università di Padova con una tesi sulla struttura e la formazione delle nane brune. Sempre presso l’Università di Padova, nel 2010, ottiene la laurea magistrale in Astronomia, con una tesi di dinamica cometaria focalizzata sull’effetto perturbativo della Galassia sulla nube di Oort. Dal 2011, è dottoranda presso il dipartimento di Fisica e Astronomia dell’Università di Padova, dove sta proseguendo il suo lavoro di indagine sulla dinamica della nube cometaria di Oort.

 

 

 

 

 

 

 

 

LA SCIENZA IN UN BICCHIERE

SCIENZA

 

L’oro verde: biodiesel da microalghe. Verità e strategie per un futuro sostenibile.

È ormai universalmente riconosciuta la necessità di sviluppare fonti energetiche alternative, rinnovabili e pulite che possano sostituire i combustibili fossili e allo stesso tempo in grado di ridurre le emissioni di anidride carbonica. 

Una recente soluzione è rappresentata dagli organismi fotosintetici, capaci di convertire efficacemente l’energia solare in sostanze che possono essere “bruciate” per ricavare energia: i cosiddetti “biocombustibili”. Poiché gli organismi viventi principalmente utilizzati per produrre biocombustibili sono piante coltivate anche per scopi alimentari, nasce un problema di competizione, aggravato dal fatto che l’efficienza energetica delle piante in termini di resa è bassa. 

Esiste tuttavia tra gli organismi fotosintetici un’alternativa alle piante superiori: le microalghe, che presentano numerosi vantaggi. Infatti hanno crescita continua, non competono per i terreni e sono potenzialmente molto più efficienti: ancora poco studiate, racchiudono un potenziale tutto da scoprire.

 

 

Diana Simionato

La Dott.ssa Diana Simionato si laurea in Biologia Evoluzionistica nel luglio 2008 con una tesi sui meccanismi di fotoprotezione di Arum Italicum, una pianta di origine tropicale adattata perfettamente al nostro clima temperato. Nel gennaio 2009 entra nella scuola di dottorato di Bioscienze e Biotecnologie presso l’Università di Padova dove nell’aprile 2012 consegue il dottorato di ricerca con una tesi dal titolo “Biodiesel da microalghe: connessione tra fotosintesi e produttività in Nannochloropsis gaditana“. La passione e la dedizione per il lavoro scientifico la portano a trascorrere un periodo a Grenoble (Francia) al Commissariat à l’Energie Atomique et aux Energies Alternatives (CEA) dove comincia una proficua collaborazione con il Prof. Finazzi. Attualmente è assegnista di ricerca presso il gruppo Fotosintesi del Dott. Morosinotto dove, continuando con il lavoro pioneristico sulle microalghe iniziato con il dottorato, studia le condizioni di crescita legate alla luce e alla disponibilità di nutrienti di alcune microalghe per massimizzare la produzione di biodiesel. Oltre la ricerca i suoi interessi principali sono il climbing e lo snowboard.

 

 Stefania Basso

La Dott.ssa Stefania Basso si è laureata in Biotecnologie Industriali presso l’Università degli Studi di Padova nel 2010 con una tesi riguardante i meccanismi di attivazione di una proteina dell’organismo modello per le piante superiori Arabidopsis thaliana coinvolta nel processo di fotoprotezione da stress luminoso. Durante il tirocinio per la laurea magistrale ha mostrato da subito uno spiccato interesse per la Biochimica, interesse coltivato sempre di più e che le ha permesso di entrare nel mondo accademico all’inizio del 2011 grazie ad una borsa di dottorato in Biochimica e Biofisica sempre all’Università di Padova. Il progetto principale del dottorato della Dott.ssa Basso verte sull’indagine di sistemi per la produzione su larga scala di biodiesel da microalghe. In particolare l’attenzione è focalizzata sulla messa a punto di sistemi biotecnologici per l’ingegnerizzazione di microalghe particolarmente promettenti. A questo scopo, la Dott.ssa Basso è appena rientrata dopo un’esperienza di tre mesi in Colorado, USA, dove ha assimilato le strategie necessarie per implementare da un punto di vista biotecnologico la produzione massiva di biocombustibile.

 

 

 

 

 

LA SCIENZA IN UN BICCHIERE

LA SCIENZA IN UN BICCHIERE

 

MICROINGEGNERIA E IL PROBLEMA ENERGETICO: dai sistemi che “non vediamo” a quelli che vedremo

La tecnologia ha portato allo sviluppo di sistemi sempre più miniaturizzati, dalle funzioni più disparate, tanto da renderli quasi “invisibili” all’occhio meno accorto. Dalle semplici schede elettroniche presenti negli elettrodomestici fino ad arrivare a sistemi per la diagnosi in tempo reale di malattie, la scienza continua a fare passi enormi, sfruttando talvolta principi fisici basilari, come quelli della meccanica e magnetismo. Verranno illustrati i più comuni sistemi micro-meccanici, con particolare attenzione alle loro applicazioni nel campo del recupero dell’energia altresì “inutilizzata”. Lo scopo è di far prendere coscienza della presenza sempre più dominante di questi sistemi nella vita di tutti i giorni, e di farne comprendere almeno in via generale le potenzialità future.

 

Marco Triches consegue il diploma di Maturità Scientifica presso il Liceo Scientifico “G. Galilei” di Belluno nel 2006. Nel 2010 consegue la laurea triennale presso l’Università di Padova con una tesi sullo studio di sensori dedicati all’analisi biomeccanica dei movimenti umani. Nello stesso periodo, perseguendo la sua passione per lo sport, in particolar modo per il mondo dell’atletica leggera, in collaborazione con il Liceo “G. Galilei”  e con il Dipartimento di Biomeccanica dell’Università di Padova, tiene dei seminari di Biomeccanica Applicata per alcune classi dell’istituto superiore, con lo scopo presentare la Fisica come strumento utile al fine di “misurare” l’evoluzione delle gesta atletiche. Sempre presso l’Università di Padova prosegue il curriculum specializzandosi nell’ambito della Fisica della Materia e della Microingengeria, con una tesi sperimentale svolta durante il soggiorno all’estero presso la DTU (Danish Technical University) di Copenhagen, i laboratori CIVEN (Consorzio Interuniversitario Veneto per le Nanotecnologie), che conclude nel 2012, ottenendo la laurea magistrale in Fisica. In questo secondo lavoro ha portato avanti la ricerca nella micro-sensoristica applicata al recupero dell’energia vibrazionale presente nell’ambiente, studiando e fabbricando per la prima volta un Energy Harvester mediante una superficie di materiale plastico caricato elettricamente. Nel settembre 2012 i risultati sperimentale di questo lavoro sono stati presentati alla comunità scientifica nell’ambito della conferenza europea di micro-sensoristica EUROSENSORS. Dal febbraio 2013 rientrerà alla DTU di Copenhagen per conseguire il dottorato su laser e fibre ottiche, sviluppati per future applicazioni nel campo dei processori “ottici”.