Articoli di May 2013.


Voci d’assenza

Voci d'assenza

 

 

PREFAZIONE

Il titolo di quest’opera prima, fermamente voluta da Stefania Bortoli, rinvia alla matrice simbolista e ungarettiana della sua ispirazione. Voci d’assenza, infatti, c’introduce in una dimensione in cui il dialogo tra visibile e invisibile, tra mondo sensibile (la voce)

e metafisica (l’assenza), riguarda la possibilità di partecipare all’assoluto, ma nella sua declinazione terrestre, biografica, ungarettiana, appunto. Sia la poesia d’esordio, oscillando tra “intermittenze” e “interminabile” quali condizioni misteriose del vivere

e del conoscere, e sia la citazione dantesca in epigrafe, rinforzano tale ipotesi, sino a costituire le chiavi con

le quali leggere quanto viene dopo: un sacro cipresso che non protegge più il nido, una ferita nel mese più crudele, una lama che lacera in cuore. Il primo capitolo c’invita a ripercorre la rotta compiuta, il “viaggio di ritorno”, trasfigurandolo, complicandolo via via di memorie più antiche, di letture che nel frattempo hanno arricchito la portata universale di quell’esperienza, lasciata non detta nella sua piaga, ma straordinariamente ricomposta nelle due poesie conclusive, A rossa apertura sangue della vita e Vera neve annoda nidi, belle per la loro capacità di uscire dalla cronaca e fissare, quasi in astratto, l’attimo in cui l’assenza diventa almeno risorsa, se non felicità.

Il viaggio ha reso possibile la metamorfosi alla viaggiatrice, l’ha iniziata alla conoscenza. Ecco allora che essa si cimenta nell’haiku, la difficile arte del sapiente, nella quale rapidità del gesto e grandezza della visione coincidono. Troviamo ancora malinconia ed inquietudine in questi lampi, ma vissuti in una dimensione non più passiva, bensì fatti rientrare in un ordine superiore, che li giustifica perché in armonico contrasto con la bellezza della natura, con la pazienza del ciliegio, con la vastità della primavera.

Se in principio la natura faceva solo da sfondo al dolore personale, ora l’io canta nella penombra di

un grande albero amico, che fa sentire tutti partecipi della medesima energia vitale. 

Il secondo capitolo, Altrove, si apre con alcune poesie di viaggio, una memoria che si ricongiunge con le poesie iniziali, riportandoci in una dimensione di sofferenza: è “uno sguardo indietro”, per recuperare

i fili lasciati sospesi e ricomporli infine negli haiku che chiudono, e sintetizzano, quelle uscite in terre nuove, laggiù, compiute per rifondare l’ordinario, ma prezioso, quaggiù. Che è ricco di presenze, come ci ricorda il capitolo successivo, tutte familiari, umane ma anche animali, come Lou, la gatta viaggiatrice, attraverso la quale Stefania ha modo di citare la grande poesia provenzale e, di nuovo, Dante (con la sua “lingua del sì”), ma anche la sorella Chiara, le

cui parole danzano nel testo, trasmettendo gaiezza

e voglia di lottare, di muovere serenamente “verso il mare”, approdo di un libro nel quale l’invisibile sfuma in uno spazio concreto, finalmente abitabile, dove ricucire l’origine d’ogni esilio, quel legame con la propria madre, che fa sentire entrambe fedeli alla vita e alla Terra, genitrice cosmica d’ogni possibilità e destino, generazione dopo generazione.

 

Stefano Guglielmin

 

 

STEFANIA BORTOLI

 

BIOGRAFIA

 Stefania Bortoli è nata a Thiene (VI) nel 1960. Vive a Pove del Grappa.

Insegna Lettere al Liceo Artistico di Nove.

Si è laureata in Pedagogia all’ Università di Padova (110 e lode) con una tesi di Estetica e Psicanalisi dedicata al Discorso amoroso e narcisismo in Wuthering Heights.

E’ stata segnalata al Premio Lorenzo Montano, edizioni XXIa (2007) e XXIVa (2010) a cura di Anterem, e al Convegno Internazionale di Poesia, con l’opera “Voci d’assenza”, in occasione della XXVa edizione (2011) del Premio Lorenzo Montano, Biblioteca civica di Verona. 

Per diversi anni ha fatto parte del Consiglio Editoriale di Opera Prima, collana di poesia diretta da Flavio Ermini. Sue poesie sono state presentate in occasione di reading e sono uscite su siti web.

I suoi interessi si muovono tra letteratura, cinema e viaggi.

 

PUBBLICAZIONI

 Maggio 2008, Orizzonte terraqueo, Laboratorio di Lettura e Scrittura Poetica di Artemis

Maggio 2012, Voci d’assenza, Editrice Artistica Bassano

 

 MOSTRE E PARTECIPAZIONI

 Novembre 2007: Segnalazione alla XXIa edizione del Premio Lorenzo Montano. Verona 

Novembre 2010: 1a Edizione della rassegna di poesia “Parole nel Caos”. Palazzo Guarnieri – Carpanè di San Nazario (VI)

Novembre 2010: Segnalazione alla XXIVa edizione del Premio Lorenzo Montano. Biblioteca Civica di Verona 

Giugno 2011: Reading di poesia a cura del Laboratorio di Lettura e Scrittura Poetica di Artemis. Complesso Monumentale San Silvestro (VI)

Novembre 2011: Opera segnalata “Voci d’assenza” al Convegno Internazionale di Poesia a cura di Anterem, in occasione della XXVa edizione del Premio Lorenzo Montano. Biblioteca Civica di Verona 

Novembre 2011: Raccolta di Haiku “Nel movimento d’acqua” all’interno della mostra fotografica “Taglio d’acqua” di Paola Tegner. Palazzo Avogadro – Zanano, Brescia

Ottobre 2011: Omaggio a Federico Garcia Lorca, a cura del Laboratorio di Lettura e Scrittura Poetica di Artemis. Biblioteca Civica di Thiene (VI) 

Marzo 2012: Raccolta di Haiku “Nel movimento d’acqua” all’interno della mostra fotografica “Taglio d’acqua” di Paola Tegner. Caffè Commercio – Sacile, Pordenone

Giugno 2012:, Presentazione del libro “Voci d’assenza” con introduzione a cura di Gianni Giolo, Editrice Artistica Bassano. Palazzo Roberti – Bassano del Grappa (VI) 

Luglio 2012: Raccolta di Haiku “Nel movimento d’acqua” all’interno della mostra fotografica “Taglio d’acqua” di Paola Tegner. Bandalarga Caffè – Feltre

Settembre 2012: Festival itinerante internazionale di Poesia & Musica. MOC – Bassano del Grappa (VI)

Ottobre 2012: Raccolta di Haiku “Nel movimento d’acqua”all’interno della mostra fotografica

    “Taglio d’acqua” di Paola Tegner. Enoteca Top90 – Belluno

Novembre 2012: Presentazione del libro “Voci d’assenza” con introduzione a cura di Stefano Guglielmin, Editrice Artistica Bassano. Spazio Voll – Vicenza 

Gennaio – Marzo 2013: Mostra di fotografia e poesia “Taglio d’acqua” con Paola Tegner. Introduzione a cura di Mirta Amanda Barbonetti. Centro Civico di Sospirolo (BL)

Marzo 2013: Presentazione del libro “Voci d’assenza” con introduzione a cura di Stefano Guglielmin, Editrice Artistica Bassano. Biblioteca Civica – Thiene

Aprile 2013: Partecipazione all’evento speciale di Poesia e Musica “Armonia di Suoni”. Auditorium “Fonato” Città di Thiene – Thiene

 

 

Versi in libertà – Reading letterario

Vesri in Libertà

LA SCIENZA IN UN BICCHIERE

Copia di S

 

Venerdì 17 maggio 2013, ore 19.00

 

Teoria dell’evoluzione: il punto di vista della scolopendra

Relatore: Giuseppe Fusco, Dipartimento di Biologia, Università di Padova

 

A fronte dei significativi avanzamenti teorici e sperimentali, compiuti recentemente in tutti i domini delle scienze biologiche, da più parti è stata espressa l’opinione che l’attuale impianto della teoria dell’evoluzione (conosciuto come ‘sintesi moderna’) non sia più da ritenersi adeguato. 

Si sta così affacciando alla scena della biologia teorica una nuova versione della teoria dell’evoluzione, da alcuni etichettata come ‘sintesi evoluzionistica estesa’. Essa corregge ed espande la struttura della sintesi moderna al fine di abbracciare in una visione unitaria i cambiamenti evolutivi ai molti livelli dell’organizzazione dei viventi, dai geni agli individui. 

Su questo, a quanto pare, anche le scolopendre hanno da dire la loro…

 

Giuseppe Fusco è ricercatore in Zoologia presso il Dipartimento di Biologia dell’Università di Padova, dove insegna Biologia evoluzionistica. La sua attività di ricerca si colloca nel contesto multidisciplinare della ‘biologia evoluzionistica dello sviluppo’ (‘evo-devo’). Si occupa principalmente dell’evoluzione morfologica e dello sviluppo postembrionale degli artropodi, con particolare riguardo all’organizzazione modulare del loro corpo e alle problematiche teoriche a questa connesse.

 

 

The Do The Math Movie!

DO THE MATH

 

Giovedì 16 Maggio 2013, ore 18:30
The Do The Math Movie!

Screenings And House Parties Mobilitazione mondiale per il clima
350.org

INGRESSO LIBERO

In diversi luoghi del pianeta sarà trasmesso il film documentario Do The Math, un filmato di 42 minuti che narra dell’ascesa del movimento statunitense per cambiare la sconcertante matematica sulla crisi climatica e l’industria petrolifera. Anche se ambientato negli Stai Uniti , la matematica narrata rispecchia una situazione globale – è importante che tutti lo vedano.
Dopo il filmato dibattito e confronto.

350.org è un’associazione impegnata per la riduzione di CO2 in atmosfera.
Infatti 350 è l’ammontare par per million (PPM) di CO2 su cui dovremmo stabilizzarci per scongiurare gli effetti devastanti del cambiamento climatico ipotizzano da alcuni scienziati. L’osservatorio hawaiano Mauna Loa, avviato dal famoso climatologo Dave Keeling nel 1958, ha comunicato il 10 maggio scorso che abbiamo raggiunto i 400 ppm di Co2.

350.org, fondata nel 2007 da un gruppo di amici universitari e lo scrittore ambientalista Bill McKibben, ha coordinato più di 20.000 raduni e dimostrazioni in più di 182 paesi.
350.org lavora intensamente per azioni di mobilitazione mondiali di massa simultanea con l’ausilio di internet, gli eventi organizzati localmente in autogestione dal basso portano all’attenzione della comunità e i politici la necessità di ridurre e stabilizzare a 350ppm di Co2 in atmosfera per contenere il cambiamento climatico.
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Oggi sono i più forti sostenitori della battaglia per fermare il progetto per le sabbie bituminose del Canada dell’oleodotto Keystone XL che dovrebbe trasportare le sabbie dal canada al Texas. .
Con l’aiuto di milioni di persone da tutto il mondo continuano a creare quell’onda potente di attivisti che possono fare breccia per un sostanziale e capillare cambio nelle politiche energetiche e nei comportamenti in generale.

LA SCIENZA IN UN BICCHIERE

SCIENZA..

 

I ghiacciai alpini come indicatori climatico-ambientali

I ghiacciai alpini sono sensibili indicatori climatico-ambientali, che rispondono alle variazioni climatiche con notevoli variazioni di estensione e di volume. Dalla fine della Piccola Età Glaciale (circa nel 1850) i ghiacciai delle Alpi sono soggetti ad una riduzione generalizzata, interrotta solo da brevi fasi di modesta espansione. A metà anni ’80 è iniziata una fase di rapido ritiro, ulteriormente acceleratosi negli anni 2000, che sta mettendo a rischio la sopravvivenza stessa di numerosi ghiacciai. 

È quindi importante monitorare ciò che sta avvenendo sui ghiacciai alpini, per comprendere al meglio i processi in atto e per poter stimare l’evoluzione futura delle aree glaciali residue e delle risorse idriche da essi derivanti. 

A questo scopo si stanno eseguendo delle ricerche sul bilancio di massa glaciale, confrontando il comportamento di ghiacciai vicini che presentano significative differenze nella risposta alle variazioni climatiche.

 

Curriculum scientifico

Luca Carturan

 

Laureato nel 2003 in Scienze Forestali ed Ambientali presso l’Università di Padova, nel 2010 ha conseguito un dottorato in Idronomia Ambientale e dal 2011 è assegnista di ricerca presso il dipartimento TeSAF dell’Università di Padova. Ha svolto attività didattica riguardante la meteorologia alpina, l’idrologia glaciale, la geomorfologia e la geografia fisica. 

La sua attività di ricerca riguarda l’idrologia nivo-glaciale, la modellazione del bilancio energetico e di massa su manto nevoso stagionale e su ghiacciaio, e la sensibilità climatica della criosfera (neve, ghiacciai, permafrost). Si occupa inoltre di geomorfologia glaciale e periglaciale, climatologia, meteorologia e micro-meteorologia delle aree alpine di alta quota. 

Membro del Comitato Glaciologico Italiano, dal 2002 conduce misurazioni di bilancio di massa sul ghiacciaio del Careser (gruppo Ortles-Cevedale), contribuendo alla prosecuzione della lunga serie di misurazioni iniziata nel 1967 e svolgendo il ruolo di corrispondente nazionale presso il World Glacier Monitoring Service. Dal 2004 collabora con la provincia di Trento nel monitoraggio della criosfera del Trentino. Nel 2008 ha iniziato indagini glaciologiche e nivo-meteorologiche sull’Ortles, nell’ambito di un progetto paleoclimatico in collaborazione con il Byrd Polar Research Center dell’Ohio State University e la provincia di Bolzano.

UGUALI, DIVERSI, SPECIALI

Uguali, diversi, speciali

 

Uguali, diversi, speciali”- Opera d’esordio di Monica Marchiori

 

 Le diversità sono, a ben vedere, quei tratti caratteristici che rendono ogni individuo “diverso” seppur simile agli altri nell’ “unicità” degli esseri umani come specie.

Tuttavia queste differenze a volte non si fermano all’altezza, al colore degli occhi o al taglio dei capelli; a volte hanno un carattere ben più profondo e sfociano in ciò che erroneamente chiamiamo disabilità.

Attraverso questa raccolta di fiabe, suddivise per fasce d’età in modo da poter accompagnare i bambini nelle varie fasi di crescita, l’autrice Monica Marchiori ha voluto condividere ciò che ha appreso attraverso le difficoltà che si è trovata ad affrontare in prima persona: è sbagliato parlare di disabilità (cioè incapacità nel fare qualcosa); è più opportuno invece definirle abilità e capacità diverse da quelle a cui siamo abituati, ma ciò non vuol dire che siamo meno importanti ed affascinanti.

Con semplicità l’autrice spinge i più piccini a rispettare le differenze che costituiscono i tratti caratteristici di ogni individuo nella sua personalissima unicità, riaffermando l’importanza di valori come l’amicizia, la solidarietà e la condivisione.

 

Monica Marchiori è nata a Bassano del Grappa (VI) nel 1974.
Sposata, madre di due bambini.

LA SCIENZA IN UN BICCHIERE

SCIENZA ..

 

In volo con i neutrini

Dopo quasi un secolo dalla loro introduzione nella descrizione della Natura, e più di 50 anni dalla loro scoperta, i neutrini sono ancora al centro di una intensa ricerca sperimentale e teorica, in quanto il loro comportamento è ancora lontano dall’essere pienamente compreso. 

Una serie di eccitanti risultati sperimentali si sono susseguite negli ultimi 15 anni, dimostrando definitivamente il comportamento oscillatorio dei neutrini, e misurandone con accuratezza i parametri di oscillazione. Ciononostante, diverse questioni rimangono ancora aperte, e un ampio programma di ricerca è previsto per le prossime decadi. 

In questo scenario lo sviluppo di rivelatori innovativi rappresenta un punto cruciale dell’evoluzione di questo settore. Nel seminario verrà presentata la tecnica dei rivelatori ad argon liquido, attualmente in funzione ai Laboratori Nazionali del Gran Sasso, la quale è considerata una delle più promettenti in vista di progetti futuri.

 

 

Daniele Dequal, 30 anni, si laurea in Fisica presso l’Università di Padova nel 2009 con una tesi sulle sperimentazioni di una camera a proiezione temporale (TPC) ad argon liquido svolte presso i Laboratori Nazionali di Legnaro dell’INFN. Prosegue la sua attività di ricerca con un dottorato in Fisica  conclusosi a dicembre 2012, nel quale ha la possibilità di seguire l’intera presa dati del rivelatore ICARUS, la più grande TPC ad argon liquido mai realizzata. Dal 2013 è assegnista presso il dipartimento di Ingegneria dell’Informazione di Padova, dove segue un progetto sulla distribuzione quantistica di chiavi crittografiche.