Articoli di November 2014.


Incontro con Sibyl von der Schulenburg e Nicola Artuso

Il prato

 

Incontro con:

Sibyl von der Schulenburg e Nicola Artuso

Sabato 6 dicembre 2014, alle ore 17.00

Sybyl von der Schulenburg presenta gli psicoromanzi : TI GUARDO e I CAVALLI SOFFRONO

Nicola Arturo presenta: PASSO PERFETTO – Cammino di Santiago 

 

Sibyl von der Schulenburg è un’autrice europea, cresciuta multilingue in un ambiente multiculturale. Dopo un esordio in saggistica, si dedica a storie di persone in condizioni psichiche conflittuali.

La scrittura è asciutta, il ritmo è serrato, la costruzione delle frasi semplice, l’impiego di aggettivi e avverbi è limitato; frequente è l’uso del correlativo oggettivo.

L’ambizione dell’autrice è di portare il lettore dentro la scena e lasciar parlare i personaggi.

 

Nicola Artuso (1965) artista, musicista e scrittore. Vive e lavora in Veneto. 

Ha pubblicato con la casa editrice il Prato i romanzi Il Passo PerfettoMadhar (premio “Più a Sud di Tunisi” 2009) e Te lucis, tutti ispirati ai cammini di ricerca.

Realizza oggetti di arte contemporanea e di design utilizzando alte e basse frequenze, onde sonore, cristalli, legno e metalli.

Si interessa di psicologia e spiritualità, in particolare dei metodi di liberazione dagli stati di disagio mentale e ambientale.

Scrive l’Oroscopo Demensile  per il portale spiritual.it.

Cose da morire dal ridere.

La sua mail è illuminazione@spiritual.it.

 

Gli Eletti – Los Elegidos

 

Gli Eletti

 

Venerdì 5 dicembre 2014, alle ore 18.30 

Erika Reginato

Gli Eletti – Los Elegidos

Dialoga con l’autrice, Stefania Bortoli

 

Erika Reginato, Caracas, 1977. Figlia di padre italiano. Poetessa, saggista, traduttrice.

Si è laureata in Lettere presso L’Università Centrale del Venezuela. Ha collaborato con la Settimana Internazionale della Poesia come interprete dei poeti Milo De Angelis, Alessandro Ceni e Davide Rondoni e nel Festival Mondiale della poesia 2007-2008 con i poeti prima nominati.

Sue poesie si trovano in diverse raccolte universitarie e nel sito: www.circulodepoesìa.com.

Ha pubblicato: Campocroce (edizione bilingue, Archivio della Poesia del 900, Mantova 2008), Dìa de San Josè (Caracas, 1999), Campo Croce – Antologia poetica 1999-2008 (Venezuela 2008). Il saggio Cuatro estaciones para Ungaretti (Caracas 2004).

Ha tradotto: Antologia poetica di Milo De Angelis (Monte Avila 2007), Caminos del agua. Antologia de poetas italianos del segundo Novecientos (Monte Avila 2008), El bar del tiempo y otros poemas de Davide Rondoni (Monte Avila 2008), El Trazo infinito del universo. Antologia de poetas italianos contemporàneos – Ventotto poeti italiani contemporanei (Monte Avila 2013).

Sue poesie sono state tradotte in catalano, libanese, inglese e italiano.

Gli Eletti (Raffaelli editore,2013), l’ultima raccolta della poetessa italo venezuelana, ha ricevuto il Premio Città di Marineo per l’opera straniera.

 

Nota di lettura di Loretto Rafanelli

Un libro di poesie bilingue, spagnolo-italiano, quello di Erika Reginato (Gli eletti-Los Elegidos, Raffaelli, pag 120, euro 15, traduzione di Emi Rabuffetti), questo perché la poetessa è italo-venezuelana, dove lo spagnolo è la madre lingua. Tuttavia, i molti luoghi e gli scenari che fanno da sfondo a questa raccolta, sono prevalentemente veneti, dove ora vive, in particolare quelli di Bassano. Ma i veri ‘luoghi’ del libro sono quelli esistenziali, un vortice emozionale che porta l’autrice a dire delle vicende della vita, non sempre fortunata e comunque tesa a un continuo e sincero slancio amoroso. Speciale poesia la sua che racchiude anche la materialità di tanti semplici, delicati, incroci, come suggeriscono questi versi: “Una mattina di agosto/ ho attraversato le montagne/ in cerca delle pietre del purgatorio”, “Ho passato due giorni di fronte al vento della Valsugana,/ riesumando gli anni e tutto quello che si muove/ sulla strada in salita”, “ Una volta mi raccontasti/ che negli scavi del Monte Grappa/ i ragazzi nascosti/ sotto le foglie e i rami/ raccoglievano insetti”. La Reginato è una poetessa dal tono lieve che entra nel cuore di chi la legge. Sempre alla ricerca di una comprensione, di una gioia, forse troppe volte sfuggita. Eppure non si avverte il pianto rassegnato o la nefasta autocommiserazione che muove molta poesia, i suoi versi rimangono sempre nella sostanza di un alto decoro, di una piena dignità, specchio di una interiorità che non si abbandona al vittimismo.

Si avverte senz’altro in questa poesia la grande lezione poetica sudamericana che la poetessa ben conosce, anzi ella ne è una esperta, avendo un diretto contatto con molti poeti di quella terra, alcuni da lei tradotti in italiano. Una scrittura quindi che sa darsi nel pieno di uno slancio, che sa tenere “viva la passione/ più intima”. Dice bene Milo de Angelis nella presentazione, quando afferma che la poesia della Reginato “è attraversata da una profonda tensione alla vigilia”, tesa quindi a qualcosa o a qualcuno, in un viaggio perenne in cui tenta di giungere all’amato o al miracolo di una situazione che sia profondamente radicata, perché anche l’essere tra due paesi è uno stato emotivo ricco ma pure precario. Ma questa sospesa attesa è vissuta con tutta l’umiltà e la modestia che solo i grandi sguardi possono garantire. La poetessa è racchiusa in una speranza muta, eppure vissuta con la solenne forza della vita: “Mi incrocerai durante il mio viaggio/ e spargerai il grano della misericordia”. Una vita da inseguire. Ecco forse questa è l’attesa a cui sempre la Reginato è chiamata. Siano: l’amore o la felicità del corpo o la sicurezza di una migrante. Sempre con la passione mite di una sognante realtà, come traccia in questi versi: “Mi chiedi di dipingere l’oceano,/ le madreperle,/ la foce del fiume/ e la stella che allontana il male./ Sai che porto schegge di legno,/ le note di un canto,/ un quaderno alla deriva./ Bisogna soltanto avere fede mi dici del mare/ quando la fatica legata al silenzio, parte./ Un acquerello su carta di cotone/ raggiunge la linea del tramonto,/ l’abbraccio continuo del respiro.” Erika Reginato esprime la sua poesia con un linguaggio pulito e leggero, moderatamente metaforico, ma pure immediato, sempre teso ad una ricerca stilistica. E’ un canto soave il suo, ma anche doloroso, per una complicata “traversata di anni”, con la forza però sempre viva di parlare, di scrivere, di sorridere all’inclemenza delle stagioni: “Oggi parlerò con te/ con la voce grave dell’universo…Respira l’aroma del samàn,/ la notte di questa estate./ La tua anima trova il Padre/ in un mucchio di sabbia.” C’è in questa poesia la profondità di un cuore. Un’abbondanza di sensazioni che iniziano appunto “quando si semina nel cuore”, è il bisogno narrato quasi sottovoce, una necessità che si fa verso, che si muove dalle piccole cose ma che poi sconfina nell’infinito, come si avverte in queste parole: “Vado al di là di questa ondata/ dove il mare non mi tocca/ e comincio l’orizzonte.”

Una voce originale quella della Reginato, nata nel ’77, tra due lingue cosparsa, che mantiene una ricerca costante, arricchita anche da una intensa e alquanto importante attività di traduzione: la poetessa italo-venezuelana ha al suo attivo una serie di lavori che hanno permesso di far conoscere la poesia del nostro paese in America Latina, ricordiamo tra gli altri: Antologia di diciotto poeti italiani del secondo Novecento e Antologia di poeti italiani contemporanei, ambedue editi dalla prestigiosa Monte Avila di Caracas.

da Blog di Poesia di Luigia Sorrentino, Rainews.it

27 Febbraio 2014

Merenda & Origami di Natale

locandina natale-web

 

 

Merenda & Origami di Natale
Sabato 22 Novembre 2014, dalle 16.30 alle 18.00

Risolvere LE CINQUE FERITE

volantini Caffè dei libri

 

Risolvere LE CINQUE FERITE

Incontro con l’autrice Maria Rosa Fimmanò

Martedì 25 novembre alle ore 20.30

Finistère

Finistere

 

Presentazione del libro 

Finistère

di Andrea Dei Castaldi

Venerdì 14 novembre 2014, alle ore 20.30 

 

Il romanzo

«Fu come se scostando una fronda ombrosa avesse svelato il precipizio accanto al quale camminava incauto da troppo tempo».

Quale scelta se la passione si presenta con la forza sovvertitrice di un’eclisse? Davide era morto durante l’inverno in un incidente stradale. La sua fine prematura costringe tutti coloro cui era legato a ripensare la propria esistenza e a riscrivere le relazioni che li uniscono. Ma è il dubbio insostenibile che questa morte porta con sé a imporre a Giona, suo fratello gemello, un viaggio – quasi un inseguimento – per dare un senso a quanto di sconvolgente è accaduto.

Dall’Italia attraverso la Francia, Giona intraprende un percorso la cui meta non è solo l’annullamento di una distanza: il suo viaggio, reale e metaforico insieme, è nel divenire delle passioni, quelle lecite e quelle illecite, inconfessabili ad alcuno, che molto domandano a chi le vuole comprendere. E solo dove la Terra finisce, attraverso un’immersione catartica in acque oscure e profonde, desideri, sbagli e rancori potranno sciogliersi e assumere forme nuove. Sullo sfondo di un romanzo dai molteplici piani narrativi, dallo stile classico e potente, sembrano echeggiare le parole di Andrea Pazienza: «Amore è tutto ciò che si può ancora tradire».

 

foto andrea dei castaldi

L’autore

Andrea Dei Castaldi è nato nel 1973 e vive nel borgo trevigiano di Asolo, di cui ama il silenzio e le pietre. Una volta terminati gli studi di architettura, dopo una breve esperienza nella progettazione e realizzazione di giardini, la sua passione per i libri lo ha portato a lavorare come correttore di bozze e grafico impaginatore presso l’ufficio editoriale di un’importante fondazione culturale di Treviso. Attualmente lavora come redattore e copywriter freelance per testate e periodici della stampa nazionale.

Scritto in più riprese tra il 1998 e il 2005 – periodo che non a caso definisce anche uno dei tre diversi piani temporali della narrazione – Finistère (Barta, 2013) è il suo primo romanzo. In precedenza ha pubblicato il racconto Pelle, apparso nel volume Solo a cura di Raffaella Tancredi (Felici, 2011), e in seguito ha scritto i romanzi La cesura e Il demiurgo, di prossima pubblicazione sempre per i tipi di Barta.

 

Barta edizioni

Andrea Settis Frugoni

asa@barta.it

 

Recensione del Sole 24Ore 

Sole24Ore