Chi è FRANCO VON ROSENFRANZ

 

Mercoledì 4 aprile 2012, ore 21.00

Vite straordinarie: FRANCO VON ROSENFRANZ

Reportage sui Rosenfranz (successiva ) e Franco von Rosenfranz filantropo, compositore, direttore di orchestra. Autrice: Rita Camporese, scrittrice narrativa, studiosa, appassionata di arte e musica, storia dei pianoforti. Rita è anche ricercatrice di vite straordinarie. Rita racconta Rosenfranz (relativamente a Franco von Rosenfranz) chi c’è dietro a Franco von Rosenfranz La prima volta che incontrai personalmente il Maestro Rosenfranz fu in un viaggio di andata per Los Angeles. Viaggiavamo vicini. Seduto vicino a lui c’ era Dario Argento : “Lei è Franco von Rosefranz “ domandai? “Viaggiate insieme?” Alludendo al regista Dario Argento che sedeva più in là. Mi rispose semplicemente, beffardo : “Amo la dolcezza non l’orrore”, ma poi aggiunse:” “Ma lei come fa ad apprezzare la dolcezza senza l’’orrore? Gli chiesi se mi avrebbe rilasciato un’ intervista che potevo vendere : “Certamente rispose” .Qualche giorno dopo lo raggiunsi nell’abitazione di Hollivood in Bounty Boulevard in una elegante ma semplice e sobria villetta ricca di campanelle appese che suonavano a quel caldo vento secco californiano. Il civico confinava con quella di O.J. Simphson . Già al campanello …si udiva la splendida voce di Christian Steffen sua compagna ed intestataria della villa , una voce la sua voce,che tra 100 sfumature era in grado di comprendere e rieditare con repentini cambi il timbro velocissimamente gioioso, l’ angoscia e passare contemporaneamente a toni dolcissimi . La sua musa californiana. Credo Christian fosse perfino più limpida della Joan Baiz” quando gli cantava “Somewhere over the raimbow” . Von Rosenfranz era un bello spettacolo. Anche al risveglio. Guardai verso la casa Di Simphson dissi :”Maestro di nuovo orrore e piacevolezza insieme!? Egli rispose: “le vie del piacere come quelle dell’amore, corrono spesso insieme”. Fraternizzammo subito. Lui rimase stupito da quanto io avevo conservato sula sua vita, sulle sue esecuzioni ROSENFRANZ E I SUOI VOLATILI Lui pensava che nessuno lo ricordasse , ma ebbe piacere quando li rammentai questo episodio. Sembra ormai un lontano ricordo quando il Franco che ricordavo io, faceva il pieno alle feste private esibendosi in concerto con un’anitra bianca e nera che gli faceva da oboe e un gatto pure lui “in frac” che gli faceva da clarinetto. Come il Rosenfranz riuscisse a trattenerli li e a dirigerli all’imitazioni di suoni e con quel timbro , solo lui lo sapeva .Ma che cosa era accaduto? Provando la “Rapsodia in Blu” di Gerswin in un eccesso di collera Rosenfranz i rispettivi performance dell’oboe e del clarinetto lo avavano mollato . Il giorno dopo c’era il concerto. Rosenfranz non si perse d’animo prelevò il suo gatto, tale “ Nicolaj “e l’anatra Flik, se li piazzò di fianco, gli munì di microfono, draccomandò al tecnico del mixer di fare attenzione perchè mai prima di allora si erano esibiti in pubblico. Fu un successo . Almeno per lui. Nessuno degli invitati riuscì a capire da dove venissero quei suoni così raffinati, unici e originali. Come avesse fatto . Quali erano li strumenti utilizzati. Ad un tratto un’ anziana signora gli si avvicinò e vide i due “Che belli i suoi 2 amici…gli manca la parola!” Lui superbo rispose :” Ma non lo capite che non hanno voglia di parlare con noi ?” In seguito mi risultò chiaro che le dicerie su questo ragazzo che viveva isolato in un “castello fatato “del Tirolo come nelle favole di Whalt Disney erano vere. Vero era pure che un mio amico padovano molto intraprendente che reclamava un Jingle pubblicitario da lui, si vide respingere dal suo custode al cancello a causa dell’eccessivo scalpitio che egli camminando produceva attraversando il bosco . A nulla valsero i “sussurri” del malcapitato. Il Rosenfranz spiegò che non era più possibile tormentare, disturbando oltre la licenziosità umama che ogni fine anno faceva ammalare psicologicament i suoi volatili migratori, a cui lui aveva provveduto a mettere amorevolmente a dimora in decine e decine di casette in legno appese ai tronchi del bosco, prima ancora di pensare ad alloggiare al caldo e degnamente se stesso . Al poveretto arrivò perfino a dirgli: Ecco guardi, prenda esempio dai miei Chow Chow. … ROSENFRANZ E I SUOI CANI Credo che la sua colonia di cani Chow Chow provenisse dalla stessa cucciolata da cui Marie Bonaparte aveva pescato quello regalato ad Anna Freud e i bene informati dicevano che l’altro ceppo gli provenisse dall’etologo Konrad Lorenz . Lui però forse a causa del rapimento a scopo di estorsione e la barbara uccisione di un Chow -Chowi, sostenne sempre che gli erano rispettivamente provenuti dalla prima fidanzatina Tirolese e poi da un regalo della Svizzera Nadia von Turm und Taxis. Cani, gatti, volatili…. Non so se Rosenfranz fu il primo a usare i suoi volatili in concerto. Ma torniamo al concerto con l’anitra e il gatto al posto dell’Oboe e del clarinetto. Lui, il Rosenfranz , amante della temerarietà e dell’audacia , intanto ci aveva così tanto preso gusto a farla franca ai concerti in queto stato e riuscì a replicare per più volte la Rapsodia in Blu . Ancora , finchè il clarinettista Nicolaj un bel giorno morì d’ infarto e l’anatra andò in depressione. Lui , ostinato, piuttosto che riammettere e e chiedere scusa al clarinettista, passò una intera giornata a stressare un povero fabbro che sostituì Nicolaj con un serramento che aveva prelevato da un vecchio cimelio, un brigantino inglese . La finestra , aprendosi sulla sua cornice cigolava emettendo un suono lievemente metallico che tuttavia non era da meno simile al canto del povero Nicolaj. All’epoca il Maestro non aveva nemmeno il pianista stabile ed era obbligato a studiare attentamente e rigidamente le partiture degli orchestrali in modo che egli potesse trovare il tempo di dividersi acrobaticamente fra il pianoforte e la direzione della Rapsodia in Blu, gli attacchi vulcanici in cui lui si chiudeva dentro, a brevettare qualsiasi cosa… E’ chiaro che tutto questo accadeva in un’ epoca dove, a differenza di oggi, certe unicità sarebbero state malviste piuttosto che apprezzate .La cosa andò avanti a lungo fintanto che arrivarono i primi contratti. Fu per lui possibile trovarsi delle nuove performens stabili che pensionarono definitivamente Nicolaj , Flik oboe ed il serramento . Entranbi furono seppelliti con tutti li onore nella tomba di famiglia. Oggi quello che ho narrato qui sopra sembra un lontano ricordo… ma il Maestro von Rosenfranz era proprio così prima che qualche sceicco, che qualche principe arabo, o qualche miliardario russo lo notassero e lo ingaggiassero. (continua)
Rita Camporese

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