LA SCIENZA IN UN BICCHIERE

SCIENZA..

 

I ghiacciai alpini come indicatori climatico-ambientali

I ghiacciai alpini sono sensibili indicatori climatico-ambientali, che rispondono alle variazioni climatiche con notevoli variazioni di estensione e di volume. Dalla fine della Piccola Età Glaciale (circa nel 1850) i ghiacciai delle Alpi sono soggetti ad una riduzione generalizzata, interrotta solo da brevi fasi di modesta espansione. A metà anni ’80 è iniziata una fase di rapido ritiro, ulteriormente acceleratosi negli anni 2000, che sta mettendo a rischio la sopravvivenza stessa di numerosi ghiacciai. 

È quindi importante monitorare ciò che sta avvenendo sui ghiacciai alpini, per comprendere al meglio i processi in atto e per poter stimare l’evoluzione futura delle aree glaciali residue e delle risorse idriche da essi derivanti. 

A questo scopo si stanno eseguendo delle ricerche sul bilancio di massa glaciale, confrontando il comportamento di ghiacciai vicini che presentano significative differenze nella risposta alle variazioni climatiche.

 

Curriculum scientifico

Luca Carturan

 

Laureato nel 2003 in Scienze Forestali ed Ambientali presso l’Università di Padova, nel 2010 ha conseguito un dottorato in Idronomia Ambientale e dal 2011 è assegnista di ricerca presso il dipartimento TeSAF dell’Università di Padova. Ha svolto attività didattica riguardante la meteorologia alpina, l’idrologia glaciale, la geomorfologia e la geografia fisica. 

La sua attività di ricerca riguarda l’idrologia nivo-glaciale, la modellazione del bilancio energetico e di massa su manto nevoso stagionale e su ghiacciaio, e la sensibilità climatica della criosfera (neve, ghiacciai, permafrost). Si occupa inoltre di geomorfologia glaciale e periglaciale, climatologia, meteorologia e micro-meteorologia delle aree alpine di alta quota. 

Membro del Comitato Glaciologico Italiano, dal 2002 conduce misurazioni di bilancio di massa sul ghiacciaio del Careser (gruppo Ortles-Cevedale), contribuendo alla prosecuzione della lunga serie di misurazioni iniziata nel 1967 e svolgendo il ruolo di corrispondente nazionale presso il World Glacier Monitoring Service. Dal 2004 collabora con la provincia di Trento nel monitoraggio della criosfera del Trentino. Nel 2008 ha iniziato indagini glaciologiche e nivo-meteorologiche sull’Ortles, nell’ambito di un progetto paleoclimatico in collaborazione con il Byrd Polar Research Center dell’Ohio State University e la provincia di Bolzano.

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