Eura e la maschera veneziana

Alessandro Bresolin

Venerdì 24 marzo 2017 alle ore 18.30

Presentazione del libro di Alessandro Bresolin

Eura e la maschera veneziana

 

Letture a cura di Fabiana Simonetto

Dialoga con l’autore lo scrittore Paolo Campagnolo

 

SINOSSI: La piccola Eura e suo padre vagano per Venezia in una fredda giornata di gennaio. E’ il suo compleanno, e sono alla ricerca di un negozio di maschere: Eura vuole colorarne una tutta sua. Trovata la bottega giusta, s’innamora di una maschera che però non può toccare perché è l’ultima fatta da Colombina, della quale non si hanno tracce da molto tempo. Ne sceglie un’altra, ma quando la mascheraia si addormenta fa a cambio, e dipinge proprio la maschera che non dovrebbe toccare.  Appena la indossa entra in un mondo magico dove affronterà le ire del Leone Panta, che comanda e dirige la commedia: accortosi che Eura ha una maschera fuori dal suo controllo, vuole incarcerarla e chiama in suo aiuto guardie e avvocati. Viene così rinchiusa nel “Regno di sotto”, dove Eura incontrerà prima Colombina, sotto forma di gatta, e poi Arlecchino, anche lui imprigionato dal signor Panta. Come uscirne?  I tre evadono grazie a uno stratagemma, e solo affrontando un’avventura picaresca e fantastica in cui Eura conoscerà nuovi amici: Caro il barcaiolo, il gabbiano Casanova, l’alchimista Marmugnà e un vecchio amico di Arlecchino, Zanni, servo come lui. Tra Venezia e la laguna, riusciranno a liberare se stessi e l’intera commedia dal giogo del signor Panta con l’aiuto delle altre maschere popolari mediterranee ed europee come il magrebino Djoh’a, il turco-egiziano Karagoz, il napoletano Pulcinella e tanti altri, tutti appartenenti alla stessa famiglia.  Eura e la maschera veneziana è una parabola sulla libertà e sulla responsbilità, e su come si può trovare una via d’uscita ai problemi attraverso la fantasia, la curiosità e la ricerca dentro e fuori di sé.

STILE: Ho cercato di usare una scrittura secca, lineare ed evocativa al contempo. Nelle scene d’azione mi sono ispirato al dinamismo di certi spettacoli di burattini e guarrattelle come al fumetto, inserendo diversi riferimenti, ad esempio a Goldoni e Collodi (la gatta, le guardie).

INTENZIONI DELL’AUTORE: La maschera veneziana nasce come un sogno, anzi un incubo, per uscire dal quale Eura deve compiere un percorso che le farà capire alcune cose della vita, con un lieto fine liberatorio grazie alle maschere popolari. Ho scelto di riprendere i caratteri tradizionali della commedia dell’arte veneziana, partendo dall’idea e dal presupposto che nella contemporaneità quei personaggi, quei caratteri, esistono e persistono, siamo noi, ci rappresentano, solo evoluti in altri contesti.  Con il pretesto dell’inaspettata intrusione di Eura in una commedia ormai dominata dall’ingordigia di Leone Panta (rivisitazione della figura di Pantalone, il ricco mercante della tradizione, che oggi “ha esagerato”), delineo un percorso iniziatico in cui Arlecchino, Colombina, la Bauta, Pantalone e gli altri personaggi diventano metafora allegorica della società in cui viviamo.

ALESSANDRO BRESOLIN: Nato a Castelfranco Veneto (1970), ha pubblicato due romanzi (La cirrosi apatica, Zona, 2008; Gesti convulsi, Spartaco, 2013), una biografia (Camus. L’unione delle diversità, ed. Spartaco, 2013) e un’antologia di testi di Ignazio Silone (Le cose per cui mi batto, Spartaco, 2004).  Traduttore di professione, ha tradotto e curato l’edizione di alcune opere di Albert Camus (La Rivolta libertaria, Eleuthera, 1998; Il futuro della civiltà europea, Castelvecchi, 2012; Calendario della libertà, Castelvecchi, 2013), Paul Valéry (Autobiografia, Castelvecchi, 2015) Hamid Skif (La principessa del deserto di mezzo, Spartaco, 2005), Mounir Charfi (Il bacio di Lampedusa, Castelvecchi, 2013). Come freelance ha collaborato con “Lo Straniero”, Rai Radio 3, “Il Manifesto”, Carmillaonline.

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